Samstag, 19. September 2026

Rosso Fiorentino

This record details a specific 18th-century French etching by the prominent artist, diplomat, and first director of the Louvre, Baron Dominique Vivant Denon.Artwork Catalog DetailsTitle: Angel Playing a Lute (Un ange jouant du luth)Printmaker: Dominique Vivant Denon (French, 1747–1825)After the Original By: Rosso Fiorentino (Giovanni Battista di Jacopo, Italian, 1494–1540)Medium: Eau-forte (Etching)Dimensions: 100 x 131 mm (Image/Line size) Catalog Raisonné Reference Numbers: TIB 295 (The Illustrated Bartsch, Volume 121 / Formerly Volume 29) LF 16 Albert de la Fizelière , cat. 1873, No.16 Le Blanc lists 97 works by Denon. Lacking TIB 295 (Formerly Volume 29) Inscriptions on Plate: Denon :: Rosso fiorentino pt. (Indicating Denon etched it after the painting by Rosso Fiorentino). Art Historical Context The original source painting for this print is Rosso Fiorentino’s famous Angel Playing the Lute (1521), which currently resides in the Gallerie degli Uffizi in Florence. The painting is renowned for its charming, modern Mannerist brushwork depicting a small cherub struggling to wield a large lute. Vivant Denon was famous for creating etcher's reproductions of Renaissance masterworks. Prints like this were compiled posthumously in sweeping retrospective volumes of his graphic oeuvre, such as L'Œuvre originale de Vivant Denon by Albert de la Fizeliere.Paris 1873 (published by A. Barrand), physical copies of which are held in institutions like the Metropolitan Museum of Art. Are you looking to appraise or sell a physical impression of this print, or are you compiling a research catalog entry for it? KI-Antworten können Fehler enthalten. Weitere Informationen The Metropolitan Museum of Art An angel playing the luth, bound in L'Oeuvre original de Vivant Denon ...Title: An angel playing the luth, collectionHELM*HELMsammlung Collection de eaux-fortes, Volume 1; Artist: Baron Dominique Vivant Denon (French,Meisterdrucke Dominique Vivant Denon • Exklusive Kunstdrucke online kaufen - Meisterdrucke Entdecken Sie Kunstdrucke von Dominique Vivant Denon. • 78 Werke verfügbar • Perfekte Museumsqualität • Maßgefertigt.The Metropolitan Museum of Art.Baron Dominique Vivant Denon - Another head of an Angel, bound in L'Oeuvre gravé 1873..Another head of an Angel, bound in L'Oeuvre original de Vivant Denon. Collection de eaux-fortes, Volume 1. Baron Dominique Vivant Denon French. After Correggio ...Invaluable.com Dominique Vivant Denon Sold at Auction Prices - Invaluable.com Baron Dominique Vivant Denon Etching. Est: $100 - $200. View sold prices. Dominique Vivant Denon (1747 - 1825) portrait of an old lady in cloth bonnet. Printed ...Facebook·Caravaggio"Angel playing Lute" Rosso Fiorentino (1494 - 1540). - Facebook 10.11.2025 — Angel playing the lute, 1521 Rosso Fiorentino (Italian, 1494 - 1540 ) "This famous work, featuring a child angel plucking the strings of a lute, is a fragment of...Gallerie degli Uffizi Angel playing the lute by Rosso Fiorentino The painting depicts a child angel playing the strings of a lute. The painting is a fragment of a lost altarpiece. The painting is located in the Uffizi museum Firenzd ...Von tobel Kunstverlag Angel playing the Lute - Fiorentino, Rosso - Vontobel Kunstverlag AG The fine art images are not necessarily available in every format. Search. ×. Angel playing the Lute. Rosso Fiorentino (1494-1540). Order Number: VD 8714. Title...Gallerie degli Uffizi The Musician Angel by Rosso Fiorentino - Uffizi.it A tender and "clumsy" little angel, intent on plucking the strings of a musical instrument larger than himself... The small panel by Rosso Fiorentino, dated 1520..

Donnerstag, 17. September 2026

HD pehe....HB nail

Lieber Herr Helm, ich habe die Rechnung auf 0 € für Portokosten umgestellt, muss die Ware aber in einem zweiten Paket an Sie verschicken. Ich kann keine identischen Sendungsnummern bei zwei verschiedenen Account eintragen und meine Buchhaltung wäre auch nicht von meinem Handeln begeistert. Sie können jetzt diese Rechnung begleichen und ich verschicke dann nächste Woche zwei Pakete. Gruß aus dem Freistaat Bremen, zu früher Morgenstunde, C. N. Vielen Dank PAH

Sonntag, 23. August 2026

TESTAMENTO di JOSEPH WAGNER VENEZIA 1786

Testamento di Joseph Wagner IN DEI AETERNI NOMINE, AMEN 1786 losephi Wagner q. Martini Anno ab Incarnatione Domini Nostri Jesu Cristi Millesimo septingentesimo octuagesimo sexto, Indi.ne Quarta, Die |...] Vigesima septima maij; Rivo Alti: Volendo il Sig. Giuseppe Wagner quondam Martino da me notaio infrascritto [...] conosciuto dispor delle cose sue sano perciò di mente, sensi, et intelletto, benché alquanto incomodato di corpo, hà fatto chiamare me Giovanni Francesco Gabrieli [...] alla casa della sua solita habitazione posta in questa Città in Contrà di S. Zulian, e quivi sedendo in letto, presenti li qui sottoscritti Testij mi ha presentato la presente sua cedula testamentaria fatta scrivere, disse, da persona sua confidente, e dà esso Foglio per Foglio di proprio pugno in mia presenza sottoscritta, quale fatto da luoco a testimonij gli fù per me notaio dà solo à solo letta dippoi richiamati li Testimonij medesimi, l'hà alla loro presenza confermata, e mi hà pregato accettarla negl 'Atti miei, et in caso di sua morte aprirla, Publicarla, compirla, roborarla, giusto le leggi; Interogato dà me notaio dell'ospital della Pietà Frate ? de' poveri, Pia Casa delle penitenti San Nicolò de' Marinari, et altri ospitali e Luochi Pij, ordinati e permessi dalle Leggi del Serenissimo principe, e della seconda cedula; Rispose, non voler ordinar altro; Praeterea si-quis sinum autem Testii lo Domenico Corazza di Gasparo tul presente testimonio à detta Presentazione, pregato e giurato lo Zua Corazza di Gasparo fui presente testimonio a detta Presentazione, pregato, e giurato Segue la Cedola A Gloria del Signor Iddio, e della Santissima Vergine Maria In Venezia l'Anno di nostra salute Mille Settecento Ottanta Sei adì Vintiquattro Maggio. Considerando io Giuseppe Wagner q. Martino nativo della città di Bregentium nella Germania e da moltissimi anni domiciliante in Venezia, quanto certa è la morte, e quanto incerto il tempo, a e l'hora di quella, trovandomi per la Grazia di Dio, quantunque aggravato dagl'anni, e con qualche incommodo nella Salute sano di mente, sensi, et intilletto, e volendo conforme il Santo Ricordo del Vangelo providere in Tempo alla quiete dell'Anima mia, e della mia famiglia, perché stanti le cose, come sono della mia Casa, e negozio non abbia ad insorgere amarezza e, discordia frà i miei doppo la mia morte, ho rissolto disponere delle cose mie, volendo, che questa mia disposizione libera et absoluta, quale dà persona mia confidente, e fedele ho fatta scrivere, e più volte dà me letta abbia luogo di Testamento, di Codicillo, e di ultima, e diliberata mia volontà; annullando perciò ogni e qualunque altro mio Testamento, Cedola, à Codicillo, che fatto avessi in passato, intendendo, e volendo, che in tutto e per tutto abbia e debba essere osservato il presente come sta scritto, et ordino. // Rivolto in primo luogo all'onnipotente signore Iddio le raccomando l'Anima mia perché si degni ospitarla nel tremendo passo che farò dal tempo all'eternita, pregandolo per la 176 sua infinita misericordia, e per la intercessione della Santissima Vergine Maria, e dei Santi Maria e dei Santi Patriarca Giuseppe, e Antonio di Padova miei particolari Avocati, del Santo Angelo mio Custode e di tutta la Corte Celeste di concedermi il perdono de' miei peccati et il Santo Dono della Grazia finale, accio l'Anima mia separata, che sarà dal Corpo, possa entrare nell'eterno riposo della Sua Gloria per li meriti del Nostro Sig: Gesù Christo. Per quello poi riguarda alla Sepoltura del mio Cadavere, ed ai Suffraggi per l'Anima mia, mi riporto in tutto e per tutto all'amore e carità dell'infrascritto mio erede, e de' miei comissarij pregandoli, rapporto al Corpo di far ciò che senza pompa sia conveniente e decente; e riguardo all'Anima tutto quello e quanto le suggerirà la Pietà, a cari- Giuseppe Wagner quondam Martino affirmo // Ta loro, alle quali mi raccomando, osservando in ciò le leggi del Serenissimo Principe. Essendo mia vera premura di poter sistemare prima del mio morire la mia Famiglia e negozio, perché rimaner possa quella tranquilla e questo in grado di poter comodamente supplire a tutti li agravij, impegni, e debiti; che lascio ove? fatto ancora non fosse dal mio Fialiolo Anaelo e Sia. Gasparo Furlanetto mio Compagno nel Comercio della sola Bottega, un'esatto Bilancio dello stato del medesimo, come da lungo tempo lo ricerco, et eccito, e voglio, che questo dà miei Comissarij sia con sollecitudine, et esatezza formato, e così ancora un' incontro, ad inventario di tutti li miei Rami, Crediti, Effetti, Mobili ed dà quali incontri a bilancio comparando l'Asse intiero della mia facolta li prezi, et utili del negozio, tanto della Bottega che de' miei Rami, possa, e debba da essi esser poste quelle providenze, che alla natura de' fatti, ed alla cauzione degl'obblighi, che lascio, fossero necessarie ò conveniente al buon ordine. E poiché la morte discioglie, e rompe ogni Compagnia degl'uomini, se al termine del mio vivere consumata non fosse, o disciolta la Compagnia dà me fatta col Sig. Gasparo Furlanetto quondam Santo del solo negozio dà stampe della Bottega posta nella mia casa à S. Giuliano, come risulta da due Private Scritture, una dell'anno 1771 primo Genaro M.V qual ebbe l'intiero e perfetto suo termine; l'altra dell'anno 1776 10 Agosto per il corso d'anni quindici colle condizioni, e patti, che in quella si leggono, doveranno li infrascritti miei Comissarij, fatto l'invintario, e Bilanzio del negozio suddetto liquidare con detto Sig. Gasparo Furlanetto li nostri Conti, fare le divisioni, e pareggiare il credito o, debito delle Parti l'una verso l'altra con tanti effetti del negozio, come dichiara il nono Capitolo di detta Scrittura E perché ancora nell'anno 1783 15 Giugno ho emancipato, quanto alla Paterna Potestà, non quanto ai Beni, il Sig. Angelo mio Figliolo, così dal medesimo ricercato, e perché ancora, avendo esso in seguito voluto collocarsi in matrimonio con la signora Angela Rubelli ad escire dalla Casa Paterna, potesse allora avere un equo provedimento, ed incoraggiarlo più ad assistere con impegno, e premura al comercio della Bottega Giuseppe Wagner q. Martin affirmo // E negozio sudetti, li ho fatto con scrittura del 15 Luglio dello stesso anno 1783 una cessione, e rinoncia da avere effetto al tempo solo della mia morte di tutto il capitale, che di mia Ragione si troverà allora essere nella Compagnia con Sig.r Gasparo Furlanetto, assegnandole intanto il terzo degli utili, detratti gli aggravij, tanto sopra la metà a me 177 spettante del negozio Compagnia della Bottega, quanto dell'altro dà quello sgravato de' miei Rami, così dichiaro volere che tanto questo dei Rami, quanto quello della Bottega abbia doppo la mia morte a corrispondere agl'obblighi da me incontrati, a che ordino sino alla loro intiera estinzione, come pure a tal'effetto di commune consentimento del mio Figliolo è stata detta mia cessione, e rinuncia nel primo capo Regolata, e dichiarata. Usando il Sig. Angelo mio Figliolo di quella grata riconoscenza, et ossequio che deve un Figliolo Verso del Padre, sciolta, che sara la Compagnia del Sig. Gasparo Furlanetto, siccome per mantenere in vigore il comercio delle stampe bisogna continuamente fare de' Compagnia del Sig. Gasparo Furlanetto, siccome per mantenere in vigore il comercio delle stampe bisogna continuamente fare de' nuovi Rami di soggetti variati, come lo ho sempre procurato di fare, e perché ancora la Custodia e Conservazione dei Rami stessi esigge l'attenzione d'un proffessore, così consiglio il detto mio Figliolo a fare per tale oggetto Compagnia col di lui Cognato e mio genero Sig. Fabio Berardi incisore in Rame, e Huomo onesto, e dabbene, convenendo fra loro que patti, modi e condizioni che possono essere più convenienti e propone a stabilire una confidente alleanza da buoni congionti, come sono, accertando detto mio Figlio che ciò facendo farà una cosa grata alla memoria di suo Padre. Ritrovandosi in Casa in stato ancora di nubile Donzella l'amata mia figlia Domenica, ordino e voglio, che dagl' infrascritti miei Comissarij et erede al caso del suo maritare le sia assegnato, e corrisposto, e dato in ragione e per titolo di sua dote del corpo della mia facolta, e negozio, ducati duemille, e cinquecento contati come ho costituito, e fatto colle altre due mie Figlie già maritate e rimanendo la detta mia Figlia in casa col suo Fratello, dovrà dal medesimo essere mantenuta decentemente Giuseppe Wagner q. Martino affermo // Vestita, e provvista di tutto il suo necessario, come al presente io faccio ed ho fatto, volendo oltre ciò che alla medesima le sia corrisposto ducati dieci contati per anno per farne quell'uso, che le piacera, nel caso, che la medesima convivere non potesse con il fratello, e fosse costretta uscire dalla di lui casa debbano li miei Comissarij et erede assignarle et pagarle degl'utili e cassa del Negozio ducati Cento e trenta correnti per anno, compresi li ducati dieci soprascritti, e questi divisi in ratte quattro di ducati trentadue, grossi dodici per ratta di mesi tre in mesi tre sempre anticipatti e possa la mia diletta figlia nel caso che li miei Comissarij, et eredi mancassero dal puntuale pagamento, far valere il suo titolo, et escorporare dall'asse mia facolta, e negozio il Capitale di ducati duemille e cinquecento che per conto di sua dotte le costituisco, et assegno, volendo però in tale caso, che detto capitale debba essere cautamente investito per il suo mantenimento, e possa di quello liberamente soltanto disponere al tempo della sua morte, avendo sempre in vista di beneficare le persone a lei più congiunte, e di sangue; Accadendo alla detta mia Figlia l'occasione di maritarsi, allora dovendo il mio erede consegnarle la dotte, che le ho assegnata, non possa il medesimo essere costretto a ciò fare, se non doppo seguita Affrancazione del residuo Capitale dotale che restami a pagar alle altre due mie figlie maritate, et intanto dovrà il mio erede pagarle annualmente in ragione di [...] al quattro per cento ducati cento, contati come ho fatto coll'altre due sorelle. Item Ordino, e voglio, che la Signora Camilla Cappellan, mia dilettissima consorte, quale mi ha dato in ogni tempo attestati di vero amore et assistenza, che dall'infrascritto mio erede, convivendo la stessa con lui, debba essere bene trattata, mantenuta e provista dell'intiero suo bisogno del Vitto e vestito, e sia, e debba essere considerata qual capo della famiglia, qual abbia la direzione e Governo della Casa come al presente esercita, e 178 di più ordino, e voglio, che alla medesima dà miei Comissari et erede le sia corrisposto annualmente sua vita durante ducati vinti contati per le private sue spese; alla stessa D. disposti, a differenze domestiche Giuseppe Wagner quondam Martin affermo // O per qualsivoglia altro legittimo motivo non potesse convivere col mio erede e sua Famiglia, e dovesse per tal causa levarsi dalla sua Casa, ordino e voglio, che in tal caso possa la medesima con se asportare tutto quello che è del suo uso, cioè Letto, mobili della Camera, Abiti, Biancherie o qualunque cosa che sia della sua specialità, a portare; et allora voglio obbligato il mio erede di corrispondere alla detta mia consorte per il suo mantenimento, ducati cento quaranta contati per anno, finchè piacerà a Dio Signore lasciarla in questo lagrimevole Pellegrinaggio, quali ducati cento e quaranta, compresi li ducati Vinti sopra dichiariti, doveranno essere ripartiti in ratte quattro di mesi tre l'una, e di ducati trentacinque per Rata sempre anticipati dà aver principio dal giorno dalla sua partenza dalla Casa; Mancando il mio Erede, e Commissarij al pontual Pagamento delli ducati cento e quaranta contati, come ordino, dovesse per tal cagione la detta mia Consorte pensar il suo mantenimento, intendo et voglio in tal caso, che la medesima possa escorsporare dalla mia facoltà e negozio tanta parte di capitale, che sia sufficiente a formare un vitalizio fruttante la summa delli sopra assegnati annui ducati cento, e quaranta, dandole facoltà ancora di poter disporre al tempo della sua morte di tutto quello avesse asportato, et avess - per suo uso, come di sopra ho dichiarito, pregandola in ciò di prediligere imparcialcimenti li suoi Figlioli tutti, come spero fara, perché li ama. Item lascio alle mie due Figliole Anna Maria, e Teresa ambidue maritate ducati dieci contati per cadauna, e per una sol volta; e poiché verso le medesime sono debitore del resto ancora della loro dotte, cioè alla signora Anna Maria consorte del Sig. Fabio Berardi di ducati Mille correnti, et alla Signora Teresa moglie del Sig. Paulo De Vecchi di ducati millecinquecento contati, così ordino, e voglio, che dal mio erede e Comissarii siano entro il termine d'anni sei affrancati detti miei debiti, et in danaro contante in una sol volta, o in più, come piacerà alle medesime di ricevere detta affrancazione, et intanto conseguir doveranno sopra il respettivo loro Capitale residuato il frutto del quattro per cento, come sin'ora ho loro pagato; e non venendo doppo detto termine pagato dal mio erede, e commissarj affrancato e pagato detto loro residuato credito, sieno in libertà di far valere il loro titolo per conseguire il loro Giuseppe Wagner q.m Martino affirmo // pagamento e saldo Item, salve le cose tutte come sopra essendo il Fondamento d'un valido Testamento la instituzion dell'erede, perciò lascio, instituisco, e nomino erede universale, et ordinario il Sig. Angelo mio Figliolo di tutti li miei Beni mobili, e stabili, in qualunque luogo posti, negozio, denari, crediti, capitali, azioni, e ragioni tutte, che mi appartengono, appartenermi possono in ogni tempo per via di lasciati di eredità, e altro titolo, intendendo e volendo che di tutto questo salve le cose tutte da me ordinate e che ordino, possa liberamente godere, e disponere, e fare quel tutto che meglio le piacerà; confidando che sarà fedele esecutore della mia volontà; e che mediante la di lui buona condotta, et amministrazione del negozio, e del buon ordine, et attenzione degl'infrascritti miei 179 Commissari, pagati, e soddisfatti tutti gli aggravij, debiti, et obblighi, che lascio, avrà un sufficientissimo Patrimonio per onestamente mantenere la sua Famiglia, e con decoro. Raccomandandolole per conclusione e con tutta l'efficacia di Padre l'ossequio e l'Amore a sua madre, il Santo Timor di Dio, et un caritatevole attaccamento alla di lui sorella Domenica, qual resta in casa pregandoli tutti, e con tutto il fervore dell'animo mio di custodire la Santa Pace, e di amarsi e di avere fra loro una perfetta unione, confidenza, e amicizia per meritare la benedizione del Signore, promessa à tutti coloro che adampiscono questi Santi doveri della Fraterna Cristiana Carità. Item lascio alla diletta mia nuora Signora Angela Rubelli Wagner in segno del mio attaccamento, e amore ducati venti contati per una sola volta, raccomandando ad essa pure di aver a cuore la Pace della famiglia, e di mantenere colla sua saggia condotta, e prudenza la unione e buona armonia degl'animi degli individui; sicchè si possa dire esservi nella sua Casa un solo cuore diviso in tante persone; pregandola in ogni accidente di quastione a volersi ricordare questa mia premurosissima raccomandazione. Item lascio ai miei carissimi generi Sig. Fabio Berardi e Sig.r Paulo de Vecchi, ed ancora dell'amato mio nipote Carlo Wagner Giuseppe Wagner q.m Martino affermo // ducati dieci contati per cadauno per una sola volta in segno del mio attaccamento et Amore. Item lascio al Sig. Gasparo Furlanetto mio compagno nel Negozio della Bottega in contrassegno di amicizia, e di gratitudine per la sua assistenza in varij incontri prestatami ducati vinticinque correnti, e per una volta tanto. Item [...] | Commissarij, et esecutori di questo mio testamento et ultima mia volontà nomino et dichiaro li Sig. r Giuseppe Carlo Zucchi q.m Francesco, Pietro Passalacqua q.m Gio Battista pregandoli per l'amore e la buona amicizia, che mi proffessano di accettare il carico, che loro addosso e di prestare tutta le loro attenzioni e premure unitamente col mio Figliolo et erede, perché siano eseguite le cose tutte che ordino, dando loro piena facoltà di potersi far mostrare in oani tempo i libri del negozio, di esaminarli, e dimandarli, e formare ogni anno, quando a loro parerà il Generale Bilancio del Negozio, fare incontri, et esami della amministrazione del mio erede per conoscere intimamente lo stato in cui procedono gli affari, e portarci quelle providenze che la prudenza loro conoscerà necessarie alla circostanza dei fatti; dando ancora facoltà a ciascheudno di loro due, che nel caso di mancanza, à Rinoncia del suo Collega deleggersi altra persona, che a lui piaccia, e colle stesse facoltà colle quali esso viene da auttorizatto, a ciò in ogni tempo il tutto proceda con metodo e facoltà sino all'intiero compimento e termine di quanto prescrivo, e ordino, come confido che seguirà per la loro attenzione e buona amicizia in gratitudine // della quale, e per contrassegno della mia stima Della quale a contrassegno della mia stima lascio per memoria a detti due miei Commissari, oncie dieci d'argento per cadauno e per una sola volta. Giuseppe Wagner q.m Martino affermo E così ordino, e così voglio che tutto sia fatto, et eseguito, come stà scritto, e dichiaratto in questo mio Testamento ed ultima mia Volontà, firmandolo colla mia sottoscrizione di mano propria sotto ad ogni pagina, e sia il tutto à Gloria del Signore e per la pace della mia Famiglia e Congiunti. 180 Giuseppe Wagner quondam Martin affermo E qui è il fine della suddetta Cedula a lui piaccia, e colle stesse facolta colle quali esso viene da auttorizatto, a ciò in ogni tempo il tutto proceda con metodo e facoltà sino all'intiero compimento e termine di quanto prescrivo, e ordino, come confido che seguirà per la loro attenzione e buona amicizia in gratitudine // della quale, e per contrassegno della mia stima Della quale a contrassegno della mia stima lascio per memoria a detti due miei Commissari, oncie dieci d'argento per cadauno e per una sola volta. Giuseppe Wagner q.m Martino affermo E così ordino, e così voglio che tutto sia fatto, et eseguito, come stà scritto, e dichiaratto in questo mio Testamento ed ultima mia Volontà, firmandolo colla mia sottoscrizione di mano propria sotto ad ogni pagina, e sia il tutto à Gloria del Signore e per la pace della mia Famiglia e Congiunti. 180 Giuseppe Wagner quondam Martin affermo E qui è il fine della suddetta Cedula Die decima nona lulij millesstecento ottanta sei Publicatum, stante morte Supras.i domini losephi Wagner testatoris ad instrumentum Domini Angeli Wagner eius Filli et intimata Parte officii super [Aquis] Solutis Aquis numero 747 Ego lo: Franciscus Gabriel p.v.n Complevi et roboravi Venezia, Archivio di Stato, Notarile, atti Giovan Francesco Gabrieli, b. 7669, n° 17, cc. 4110v.-4111r.

SALOMONE CHE ADORE GLI IDOLI

Salomone che adora gli idoli Acquaforte e bulino 585 x 401 Iscrizioni: "Al vario scintillar di duo bei lumi / Cede il Re saggio; e alle lusinghe, e ai pianti: // Ed ad Are infami genuflesso avanti, / Adugge incenso a i simulati Numi.", "G. Amiconi Pin.", "Appo Wagner Ven.a C.P.E.S.", "AI N° 4" Esemplari noti: Braunschweig, Herzog Anton Ulrich-Museum, inv JWagner AB 2.7; Venezia, Museo Correr, inv. St Correr 4417; Vienna, Albertina, inv. HB 29 (3), n° 17. Bibliografia: Le Blanc 1890, IV, p. 167; De Vesme, Calabi 1928, p. 12; Hennessey Griffin 1983, pp. 215-216; Scarpa Sonino 1994, p. 110; Succi 2013, I, pp. 128-129.

APPENDICE 3. App(ress)o Wagner. Ven.a. C.P.E.S. Catalogo di Stampe Inglese

Appendice 3 Catalogo di Stampe Inglesi che si vendono da Giuseppe Wagner 182 183 184 185 186 187 Esemplari noti: Venezia, Biblioteca Nazionale Marciana, coll. MISC 0875.002; Museo Correr, inv. OPD. 1480. 188 Catalogo

APPENDICE 2 App(ress)o Wagndr Ven.a C.P.E.S.

Appendice 2 Testamento di Joseph Wagner IN DEI AETERNI NOMINE, AMEN 1786 Iosephi Wagner q. Martini Anno ab Incarnatione Domini Nostri Jesu Cristi Millesimo septingentesimo octuagesimo sexto, Indi.ne Quarta, Die […] Vigesima septima maij; Rivo Alti: Volendo il Sig. Giuseppe Wagner quondam Martino da me notaio infrascritto […] conosciuto dispor delle cose sue sano perciò di mente, sensi, et intelletto, benché alquanto incomodato di corpo, hà fatto chiamare me Giovanni Francesco Gabrieli […] alla casa della sua solita habitazione posta in questa Città in Contrà di S. Zulian, e quivi sedendo in letto, presenti li qui sottoscritti Testij mi ha presentato la presente sua cedula testamentaria fatta scrivere, disse, dà persona sua confidente, e dà esso Foglio per Foglio di proprio pugno in mia presenza sottoscritta, quale fatto da luoco à testimonij gli fù per me notaio dà solo à solo letta dippoi richiamati li Testimonij medesimi, l’hà alla loro presenza confermata, e mi hà pregato accettarla negl’Atti miei, et in caso di sua morte aprirla, Publicarla, compirla, roborarla, giusto le leggi; Interogato dà me notaio dell’ospital della Pietà Frate ? de’ poveri, Pia Casa delle penitenti San Nicolò de’ Marinari, et altri ospitali e Luochi Pij, ordinati e permessi dalle Leggi del Serenissimo principe, e della seconda cedula; Rispose, non voler ordinar altro; Praeterea si-quis sinum autem Testii Io Domenico Corazza di Gasparo fùi presente testimonio à detta Presentazione, pregato e giurato Io Zua Corazza di Gasparo fui presente testimonio à detta Presentazione, pregato, e giurato Segue la Cedola A Gloria del Signor Iddio, e della Santissima Vergine Maria In Venezia l’Anno di nostra salute Mille Settecento Ottanta Sei adì Vintiquattro Maggio. Considerando io Giuseppe Wagner q. Martino nativo della città di Bregentium nella Germania e da moltissimi anni domiciliante in Venezia, quanto certa è la morte, e quanto incerto il tempo, a e l’hora di quella, trovandomi per la Grazia di Dio, quantunque aggravato dagl’anni, e con qualche incommodo nella Salute sano di mente, sensi, et intilletto, e volendo conforme il Santo Ricordo del Vangelo providere in Tempo alla quiete dell’Anima mia, e della mia famiglia, perché stanti le cose, come sono della mia Casa , e negozio non abbia ad insorgere amarezza e, discordia frà i miei doppo la mia morte, ho rissolto disponere delle cose mie, volendo, che questa mia disposizione libera et absoluta, quale dà persona mia confidente, e fedele ho fatta scrivere, e più volte dà me letta abbia luogo di Testamento, di Codicillo, e di ultima, e diliberata mia volontà; annullando perciò ogni e qualunque altro mio Testamento, Cedola, ò Codicillo, che fatto avessi in passato, intendendo, e volendo, che in tutto e per tutto abbia e debba essere osservato il presente come stà scritto, et ordino. // Rivolto in primo luogo all’onnipotente signore Iddio le raccomando l’Anima mia perché si degni ospitarla nel tremendo passo che farò dal tempo all’eternità, pregandolo per la 176 sua infinita misericordia, e per la intercessione della Santissima Vergine Maria, e dei Santi Maria e dei Santi Patriarca Giuseppe, e Antonio di Padova miei particolari Avocati, del Santo Angelo mio Custode e di tutta la Corte Celeste di concedermi il perdono de’ miei peccati et il Santo Dono della Grazia finale, acciò l’Anima mia separata, che sarà dal Corpo, possa entrare nell’eterno riposo della Sua Gloria per li meriti del Nostro Sig: Gesù Christo. Per quello poi riguarda alla Sepoltura del mio Cadavere, ed ai Suffraggi per l’Anima mia, mi riporto in tutto e per tutto all’amore e carità dell’infrascritto mio erede, e de’ miei comissarij pregandoli, rapporto al Corpo di far ciò che senza pompa sia conveniente e decente; e riguardo all’Anima tutto quello e quanto le suggerirà la Pietà, a cari- Giuseppe Wagner quondam Martino affirmo // Tà loro, alle quali mi raccomando, osservando in ciò le leggi del Serenissimo Principe. Essendo mia vera premura di poter sistemare prima del mio morire la mia Famiglia e negozio, perché rimaner possa quella tranquilla e questo in grado di poter comodamente supplire a tutti li agravij, impegni, e debiti; che lascio ove? fatto ancora non fosse dal mio Figliolo Angelo e Sig. Gasparo Furlanetto mio Compagno nel Comercio della sola Bottega, un’esatto Bilancio dello stato del medesimo, come da lungo tempo lo ricerco, et eccito , e voglio, che questo dà miei Comissarij sia con sollecitudine, et esatezza formato, e così ancora un’ incontro, ad inventario di tutti li miei Rami, Crediti, Effetti, Mobili ed dà quali incontri a bilancio comparando l’Asse intiero della mia facoltà li prezi, et utili del negozio, tanto della Bottega che de’ miei Rami, possa, e debba da essi esser poste quelle providenze, che alla natura de’ fatti, ed alla cauzione degl’obblighi, che lascio, fossero necessarie ò conveniente al buon ordine. E poiché la morte discioglie, e rompe ogni Compagnia degl’uomini, se al termine del mio vivere consumata non fosse, o disciolta la Compagnia dà me fatta col Sig. Gasparo Furlanetto quondam Santo del solo negozio dà stampe della Bottega posta nella mia casa à S. Giuliano, come risulta da due Private Scritture, una dell’anno 1771 primo Genaro M.V qual ebbe l’intiero e perfetto suo termine; l’altra dell’anno 1776 10 Agosto per il corso d’anni quindici colle condizioni, e patti, che in quella si leggono, doveranno li infrascritti miei Comissarij, fatto l’invintario, e Bilanzio del negozio suddetto liquidare con detto Sig. Gasparo Furlanetto li nostri Conti, fare le divisioni, e pareggiare il credito o, debito delle Parti l’una verso l’altra con tanti effetti del negozio, come dichiara il nono Capitolo di detta Scrittura. E perché ancora nell’anno 1783 15 Giugno ho emancipato, quanto alla Paterna Potestà, non quanto ai Beni, il Sig. Angelo mio Figliolo, così dal medesimo ricercato, e perché ancora, avendo esso in seguito voluto collocarsi in matrimonio con la signora Angela Rubelli ad escire dalla Casa Paterna, potesse allora avere un equo provedimento, ed incoraggiarlo più ad assistere con impegno, e premura al comercio della Bottega Giuseppe Wagner q. Martin affirmo // E negozio sudetti, li ho fatto con scrittura del 15 Luglio dello stesso anno 1783 una cessione, e rinoncia da avere effetto al tempo solo della mia morte di tutto il capitale, che di mia Ragione si troverà allora essere nella Compagnia con Sig.r Gasparo Furlanetto, assegnandole intanto il terzo degli utili, detratti gli aggravij, tanto sopra la metà a me 177 spettante del negozio Compagnia della Bottega, quanto dell’altro dà quello sgravato de’ miei Rami, così dichiaro volere che tanto questo dei Rami, quanto quello della Bottega abbia doppo la mia morte a corrispondere agl’obblighi da me incontrati, a che ordino sino alla loro intiera estinzione, come pure a tal’effetto di commune consentimento del mio Figliolo è stata detta mia cessione, e rinuncia nel primo capo Regolata, e dichiarata. Usando il Sig. Angelo mio Figliolo di quella grata riconoscenza, et ossequio che deve un Figliolo Verso del Padre, sciolta, che sarà la Compagnia del Sig. Gasparo Furlanetto, siccome per mantenere in vigore il comercio delle stampe bisogna continuamente fare de’ nuovi Rami di soggetti variati, come Io ho sempre procurato di fare, e perché ancora la Custodia e Conservazione dei Rami stessi esigge l’attenzione d’un proffessore, così consiglio il detto mio Figliolo a fare per tale oggetto Compagnia col di lui Cognato e mio genero Sig. Fabio Berardi incisore in Rame, e Huomo onesto, e dabbene, convenendo frà loro que patti, modi e condizioni che possono essere più convenienti e propone a stabilire una confidente alleanza da buoni congionti, come sono, accertando detto mio Figlio che ciò facendo farà una cosa grata alla memoria di suo Padre. Ritrovandosi in Casa in stato ancora di nubile Donzella l’amata mia figlia Domenica, ordino e voglio, che dagl’infrascritti miei Comissarij et erede al caso del suo maritare le sia assegnato, e corrisposto, e dato in ragione e per titolo di sua dote del corpo della mia facoltà, e negozio, ducati duemille, e cinquecento contati come ho costituito, e fatto colle altre due mie Figlie già maritate e rimanendo la detta mia Figlia in casa col suo Fratello, dovrà dal medesimo essere mantenuta decentemente Giuseppe Wagner q. Martino affermo // Vestita, e provvista di tutto il suo neccessario, come al presente io faccio ed ho fatto, volendo oltre ciò che alla medesima le sia corrisposto ducati dieci contati per anno per farne quell’uso, che le piacerà, nel caso, che la medesima convivere non potesse con il fratello, e fosse costretta uscire dalla di lui casa debbano li miei Comissarij et erede assignarle et pagarle degl’utili e cassa del Negozio ducati Cento e trenta correnti per anno, compresi li ducati dieci soprascritti, e questi divisi in ratte quattro di ducati trentadue, grossi dodici per ratta di mesi tre in mesi tre sempre anticipatti e possa la mia diletta figlia nel caso che li miei Comissarij, et eredi mancassero dal puntuale pagamento, far valere il suo titolo, et escorporare dall’asse mia facoltà, e negozio il Capitale di ducati duemille e cinquecento che per conto di sua dotte le costituisco, et assegno, volendo però in tale caso, che detto capitale debba essere cautamente investito per il suo mantenimento, e possa di quello liberamente soltanto disponere al tempo della sua morte, avendo sempre in vista di beneficare le persone a lei più congiunte, e di sangue; Accadendo alla detta mia Figlia l’occasione di maritarsi, allora dovendo il mio erede consegnarle la dotte, che le ho assegnata, non possa il medesimo essere costretto a ciò fare, se non doppo seguita Affrancazione del residuo Capitale dotale che restami a pagar alle altre due mie figlie maritate, et intanto dovrà il mio erede pagarle annualmente in ragione di […] al quattro per cento ducati cento, contati .come ho fatto coll’altre due sorelle. Item Ordino, e voglio, che la Signora Camilla Cappellan, mia dilettissima consorte, quale mi ha dato in ogni tempo attestati di vero amore et assistenza, che dall’infrascritto mio erede, convivendo la stessa con lui, debba essere bene trattata, mantenuta e provista dell’intiero suo bisogno del Vitto e vestito, e sia, e debba essere considerata qual capo della famiglia, qual abbia la direzione e Governo della Casa come al presente esercita, e 178 di più ordino, e voglio, che alla medesima dà miei Comissari et erede le sia corrisposto annualmente sua vita durante ducati vinti contati per le private sue spese; alla stessa D. disposti, a differenze domestiche Giuseppe Wagner quondam Martin affermo // O per qualsivoglia altro legittimo motivo non potesse convivere col mio erede e sua Famiglia, e dovesse per tal causa levarsi dalla sua Casa, ordino e voglio, che in tal caso possa la medesima con se asportare tutto quello che è del suo uso, cioè Letto, mobili della Camera, Abiti, Biancherie o qualunque cosa che sia della sua specialità, a portare; et allora voglio obbligato il mio erede di corrispondere alla detta mia consorte per il suo mantenimento, ducati cento quaranta contati per anno, finchè piacerà a Dio Signore lasciarla in questo lagrimevole Pellegrinaggio, quali ducati cento e quaranta, compresi li ducati Vinti sopra dichiariti, doveranno essere ripartiti in ratte quattro di mesi tre l’una, e di ducati trentacinque per Rata sempre anticipati dà aver principio dal giorno dalla sua partenza dalla Casa; Mancando il mio Erede, e Commissarij al pontual Pagamento delli ducati cento e quaranta contati, come ordino, dovesse per tal cagione la detta mia Consorte pensar il suo mantenimento, intendo et voglio in tal caso, che la medesima possa escorsporare dalla mia facoltà e negozio tanta parte di capitale, che sia sufficiente a formare un vitalizio fruttante la summa delli sopra assegnati annui ducati cento, e quaranta, dandole facoltà ancora di poter disporre al tempo della sua morte di tutto quello avesse asportato, et avess - per suo uso, come di sopra ho dichiarito, pregandola in ciò di prediligere imparcialcimenti li suoi Figlioli tutti, come spero farà, perché li ama. Item lascio alle mie due Figliole Anna Maria, e Teresa ambidue maritate ducati dieci contati per cadauna, e per una sol volta; e poiché verso le medesime sono debitore del resto ancora della loro dotte, cioè alla signora Anna Maria consorte del Sig. Fabio Berardi di ducati Mille correnti, et alla Signora Teresa moglie del Sig. Paulo De Vecchi di ducati millecinquecento contati, così ordino, e voglio, che dal mio erede e Comissarii siano entro il termine d’anni sei affrancati detti miei debiti, et in danaro contante in una sol volta, o in più, come piacerà alle medesime di ricevere detta affrancazione, et intanto conseguir doveranno sopra il respettivo loro Capitale residuato il frutto del quattro per cento, come sin’ora ho loro pagato; e non venendo doppo detto termine pagato dal mio erede, e commissarj affrancato e pagato detto loro residuato credito, sieno in libertà di far valere il loro titolo per conseguire il loro Giuseppe Wagner q.m Martino affirmo // pagamento e saldo Item, salve le cose tutte come sopra essendo il Fondamento d’un valido Testamento la instituzion dell’erede, perciò lascio, instituisco, e nomino erede universale, et ordinario il Sig. Angelo mio Figliolo di tutti li miei Beni mobili, e stabili, in qualunque luogo posti, negozio, denari, crediti, capitali, azioni, e ragioni tutte, che mi appartengono, appartenermi possono in ogni tempo per via di lasciati di eredità, e altro titolo, intendendo e volendo che di tutto questo salve le cose tutte da me ordinate e che ordino, possa liberamente godere, e disponere, e fare quel tutto che meglio le piacerà; confidando che sarà fedele esecutore della mia volontà; e che mediante la di lui buona condotta, et amministrazione del negozio, e del buon ordine, et attenzione degl’infrascritti miei 179 Commissarij, pagati, e soddisfatti tutti gli aggravij, debiti, et obblighi, che lascio, avrà un sufficientissimo Patrimonio per onestamente mantenere la sua Famiglia, e con decoro. Raccomandandolole per conclusione e con tutta l’efficacia di Padre l’ossequio e l’Amore a sua madre, il Santo Timor di Dio, et un caritatevole attaccamento alla di lui sorella Domenica, qual resta in casa pregandoli tutti, e con tutto il fervore dell’animo mio di custodire la Santa Pace, e di amarsi e di avere fra loro una perfetta unione, confidenza, e amicizia per meritare la benedizione del Signore, promessa à tutti coloro che adampiscono questi Santi doveri della Fraterna Cristiana Carità. Item lascio alla diletta mia nuora Signora Angela Rubelli Wagner in segno del mio attaccamento, e amore ducati venti contati per una sola volta, raccomandando ad essa pure di aver a cuore la Pace della famiglia, e di mantenere colla sua saggia condotta, e prudenza la unione e buona armonia degl’animi degli individui; sicchè si possa dire esservi nella sua Casa un solo cuore diviso in tante persone; pregandola in ogni accidente di quastione a volersi ricordare questa mia premurosissima raccomandazione. Item lascio ai miei carissimi generi Sig. Fabio Berardi e Sig.r Paulo de Vecchi, ed ancora dell’amato mio nipote Carlo Wagner Giuseppe Wagner q.m Martino affermo // ducati dieci contati per cadauno per una sola volta in segno del mio attaccamento et Amore. Item lascio al Sig. Gasparo Furlanetto mio compagno nel Negozio della Bottega in contrassegno di amicizia, e di gratitudine per la sua assistenza in varij incontri prestatami ducati vinticinque correnti, e per una volta tanto. Item […] I Commissarij, et esecutori di questo mio testamento et ultima mia volontà nomino et dichiaro li Sig. r Giuseppe Carlo Zucchi q.m Francesco, Pietro Passalacqua q.m Gio Battista pregandoli per l’amore e la buona amicizia, che mi proffessano di accettare il carico, che loro addosso e di prestare tutta le loro attenzioni e premure unitamente col mio Figliolo et erede, perché siano eseguite le cose tutte che ordino, dando loro piena facoltà di potersi far mostrare in ogni tempo i libri del negozio, di esaminarli, e dimandarli, e formare ogni anno, quando a loro parerà il Generale Bilancio del Negozio, fare incontri, et esami della amministrazione del mio erede per conoscere intimamente lo stato in cui procedono gli affari, e portarci quelle providenze che la prudenza loro conoscerà necessarie alla circostanza dei fatti; dando ancora facoltà a ciascheudno di loro due, che nel caso di mancanza, ò Rinoncia del suo Collega deleggersi altra persona, che a lui piaccia, e colle stesse facoltà colle quali esso viene da auttorizatto, a ciò in ogni tempo il tutto proceda con metodo e facoltà sino all’intiero compimento e termine di quanto prescrivo, e ordino, come confido che seguirà per la loro attenzione e buona amicizia in gratitudine // della quale, e per contrassegno della mia stima Della quale a contrassegno della mia stima lascio per memoria a detti due miei Commissari, oncie dieci d’argento per cadauno e per una sola volta. Giuseppe Wagner q.m Martino affermo E così ordino, e così voglio che tutto sia fatto, et eseguito, come stà scritto, e dichiaratto in questo mio Testamento ed ultima mia Volontà, firmandolo colla mia sottoscrizione di mano propria sotto ad ogni pagina, e sia il tutto à Gloria del Signore e per la pace della mia Famiglia e Congiunti. 180 Giuseppe Wagner quondam Martin affermo E qui è il fine della suddetta Cedula Die decima nona Iulij millesstecento ottanta sei Publicatum, stante morte Supras.i domini Iosephi Wagner testatoris ad instrumentum Domini Angeli Wagner eius Filii et intimata Parte officii super [Aquis] Solutis Aquis numero 747 Ego Io: Franciscus Gabriel p.v.n Complevi et roboravi Venezia, Archivio di Stato, Notarile, atti Giovan Francesco Gabrieli, b. 7669, n° 17, cc. 4110v.-4111r.

APPENDICE 1 App(ress)o Wagne XLlll r Ven.a.

Appendice 1 Regesto 1) 1741, 14 ottobre, Londra A Londra, davanti al notaio Thomas Booking, Marc’Antonio Carpentier, Giovanni Ciarpin, Adamo Scola, Gian Battista San Michele e Gaetano Scarpettini, intimi amici di Wagner residenti a Londra, dichiarano che durante il periodo trascorso nella città inglese, “per lo spazio di sette anni o incirca”, l’austriaco ha sempre dimorato in Great Malborough Street ed “è stato sempre tenuto per Giovane non ammogliato, ed essi non hanno mai sentito dire neppure credono ch’egli sia stato giammai ammogliato”. Venezia, Archivio Storico del Patriarcato, Examinum Matrimoniorum, b. 221, allegato alla c. 234. Pubblicato in Gallo 1941, pp. 209-210. 2) 1742, 3 gennaio, Bologna Francesco Catogni e Aurelio Castagna dichiarano che Wagner visse celibe durante il periodo trascorso a Bologna dal settembre del 1729 all’ottobre 1732. Venezia, Archivio Storico del Patriarcato, Examinum Matrimoniorum, b. 221, allegato alla c. 234. Pubblicato in Gallo 1941, p. 209. 3) 1742, 20 maggio, Grünenbach A Grünenbach il religioso Anselmus Maijhoffer dichiara che Wagner celibe visse fino al 1729. Venezia, Archivio Storico del Patriarcato, Examinum Matrimoniorum, b. 221, allegato alla c. 234. Pubblicato in Gallo 1941, pp. 208-9. 4) 1742, 6 giugno, Venezia Documento stilato a Venezia in vista del matrimonio tra Wagner e Camilla Capellan, nel quale viene dichiarato che “Iseppo Wagner capitato in Ven.a nel mese di Agosto 1739, dove ha dimorato e dimora sin al pnte, ora dimorante nella Par.ca di S. Giuliano” e “Camilla Alouisa q. Agnolo Capellan. Veneta, d’eta d’anni 26 c: ha dimorata in Ven.a dalla sua nascita sin al pnte, ora abitante nella Par.c di S. Gregorio e sono ambedue liberi e sciolti da ogni obbligo o promessa di matrimonio”. (Citato in Gallo 1941, p. 208; pubblicato in Hennessey Griffin 1983, pp. 290-292). Seguono le testimonianze. Bernardo Cavagnis della Congregazione dei padri Somaschi testimonia sotto giuramento il celibato di Wagner, affermando di conoscerlo da due anni “praticandolo io nella sua Bottega, et egli nel nostro Convento, so che in Venezia libero da ogni obbligo o promessa di matrimonio”. Felice Petricini, pittore veneziano di anni 60, testimonia sotto giuramento il celibato di Wagner, affermando di conoscerlo da tre anni, “perché capitò in Venezia diretto a me e162 sia al giorno presente praticandolo giornalmente con tutta la familiarità e confidenza so che in Venezia non è maritato”. (Citato in Gallo 1941, p. 173). Il documento si conclude con la dichiarazione firmata di Wagner. Venezia, Archivio Storico del Patriarcato, Examinum Matrimoniorum, b. 221, cc. 234r- 234v. 5) 1743, 5 luglio, Venezia Wagner afferma di aver ricevuto un pagamento di “trentatre felippi” tramite Anton Maria Zanetti il Vecchio per “un paese da me intagliato per conto dell’Ill.mo Signore Marchese Andrea Gerini”. Firenze, Archivio di Stato, Fondo Gerini, 1437, b. 23, Ricevute 1741-1744. Pubblicato in Ingendaay 2013, II, p. 183. 6) 1743, 29 settembre, Venezia Presso la parrocchia di San Zulian viene battezzato Giovanni Battista Giacomo, figlio di Wagner e Camilla Capellan. Padrino di battesimo: Jacopo Amigoni “stà a Santa Soffia”. Venezia, Archivio Storico del Patriarcato, Registri dei Battesimi, Parrocchia di San Zulian, b. 121, c. 194r. 7) 1744, 2 febbraio, Venezia Wagner scrive di aver ricevuto un pagamento di “filippi trenta tre” tramite Anton Maria Zanetti il Vecchio per un rame di una veduta di Firenze. Firenze, Archivio di Stato, Fondo Gerini, 1437, b. 23, Ricevute 1741-1744. Pubblicato in Ingendaay 2013, II, p. 183. 8) 1744, 27 dicembre, Venezia Presso la parrocchia di San Zulian viene battezzata Maria Teresa Elisabetta figlia di Wagner e Camilla Capellan. Padrino di battesimo: Davide Antonio Fossati q. Giorgio “stà a S. Marina”. Venezia, Archivio Storico del Patriarcato, Registri dei Battesimi, Parrocchia di San Zulian, b. 121, c. 206r. 9) 1745, 27 febbraio, Venezia Wagner dichiara di aver ricevuto tramite Anton Maria Zanetti il Vecchio “la suma di filippi ventti effetivi quali me li paga a conto d’intagli per il Signore Marchese Andrea Gerini di firenza.”, “Più libri due in passato delle Vedute di Firenze per tenerne conto col suddetto Signore Marchese” e “lire venttisei e soldi otto per conto di detto Signore Marchese”. Firenze, Archivio di Stato, Fondo Gerini, 1437, b. 24, Ricevute 1745-1748. Pubblicato in Ingendaay 2013, II, p. 183. 10) 1745, 27 marzo, Venezia Wagner dichiara di aver ricevuto tramite Anton Maria Zanetti il Vecchio “la suma di filipi dieci per conto del Ill.mo Signore Marchese Andrea Gerini di fiorenza”. Firenze, Archivio di Stato, Fondo Gerini, 1437, b. 24, Ricevute 1745-1748. 163 Pubblicato in Ingendaay 2013, II, p. 183. 11) 1745, 21 maggio, Venezia Wagner dichiara di aver ricevuto tramite Anton Maria Zanetti il Vecchio “la suma di filipi trentadue e ciò per conto d’intaglio fatto per l’Ill.mo Marchese Andrea Gerini”. Firenze, 1437, Archivio di Stato, Fondo Gerini, b. 24, Ricevute 1745-1748. Pubblicato in Ingendaay 2013, II, p. 183. 12) 1745, 1 luglio, Venezia Wagner risulta domiciliato al numero 167 di Merceria San Zulian nel sestiere di San Marco con la moglie e due figli piccoli, pagando d’affitto 120 ducati. Venezia, Archivio di Stato, Provveditori alle pompe, b. 13, n° 7, Nota di tutti gl’abitanti in contrà di San Zulian. Pubblicato in Hennessey Griffin 1983, p. 302. 13) 1745, 23 settembre, Venezia Wagner “da santi” risulta domiciliato in Merceria San Zulian. Venezia, Archivio di Stato, Provveditori alle pompe, b. 13. 14) 1746, 13 febbraio, Venezia Presso la parrocchia di San Zulian viene battezzata Anna Maria Epifania, figlia di Wagner e Camilla Capellan. Padrino di battesimo: Alessandro Camelati q. Tommaso “Scudier di Sua Serenità stà al P.te di Rialto”. Venezia, Archivio Storico del Patriarcato, Registri dei Battesimi, Parrocchia di San Zulian, b. 121, c. 216.r. 15) 1747, 28 maggio, Venezia Presso la parrocchia di San Zulian viene battezzata Anna Maria Giovanna, figlia di Wagner e Camilla Capellan. Padrino di battesimo: [?] q. Pietro, mercante “stà a SS Apostoli”. Venezia, Archivio Storico del Patriarcato, Registri dei Battesimi, Parrocchia di San Zulian, b. 121, c. 226r. 16) 1747, 27 novembre, Venezia Davanti al notaio Giuseppe Uccelli, Wagner e Jacopo Amigoni istituiscono ufficialmente la società del “Negozio de Rami a stampa e carte stampate”. I due soci stabilirono che la compagnia avrebbe avuto la durata di 29 anni continui. Testimoni: Alessandro Cameladi, q. Tommaso, Nicola Valledi q. Paolo. Archivio di Stato di Venezia, Notarile, atti Giuseppe Uccelli, b. 13244, n° 380, cc. 498r- 501r. Pubblicato in Montecuccoli degli Erri 1999, pp. 222-223. 17) 1748, 24 aprile, Venezia La casa e la bottega di Wagner risultano ambedue situate in Merceria San Zulian. Venezia, Archivio di Stato, Provveditori alle Pompe, b. 17. Pubblicato in Montecuccoli degli Erri 1999, p. 225. 164 18) 1748, 11 luglio, Venezia Wagner, residente in Merceria San Zulian nel Sestiere di San Marco, paga d’affitto 110 ducati “per casa e bottega al Sig. Zan Batta Persego”. Venezia, Archivio di Stato, Dieci Savi alle decime, b. 152. Pubblicato in Scarpa Sonino 1994, p. 43. 19) 1748, 18 settembre, Venezia Presso la parrocchia di San Zulian viene battezzato Angelo Antonio, figlio di Wagner e Camilla Capellan. Padrino di battesimo: Angelo Pele q. Martino, “stà a S. Severo”. Venezia, Archivio Storico del Patriarcato, Registri dei Battesimi, Parrocchia di San Zulian, b. 121, c. 234r. 20) 1749, 15 marzo, Venezia Lettera di Wagner al marchese Andrea Gerini. Wagner scrive al marchese Gerini a Firenze di aver dato a un certo Donato Martini una lettera di cambio del valore di “zechini vintequatro, qualli sarano à conto delle vedute vendutto per conto di VS Ill.ma abbenche io tengo ancora credito di medesime in Ingeltera, rincontrarò di lei conto, et il medesimo sarà saltatto quanto prima confermo il mio debito”. Firenze, Archivio di Stato, Conti e Ricevute Carlo Francesco e Andrea fratelli Gerini, 1714-1726. Pubblicato in Ingendaay 2013, I, p. 376, II, p. 183. 21) 1749, 2 aprile, Venezia Richiesta di privilegio (copia). Wagner presenta ai Riformatori dello studio di Padova una richiesta di privilegio privativo delle stampe uscite dalla sua bottega per tutelare la sua produzione dai plagi che venivano perpetrati a suo danno. Dietro la copia conservata nei registri dell’Avogaria di Comun è apposta una scritta in latino nella quale Wagner si impegna a non fare causa alla ditta di Giambattista Remondini. Venezia, Avogaria di Comun, b. 78, c. 45v. Pubblicato in Gallo 1941, pp. 172-173. 22) 1750, 20 gennaio, Venezia I Riformatori dello Studio di Wagner esprimono un parere positivo relativo alla richiesta di privilegio presentata dal Wagner il 2 aprile del 1749, in virtù del fatto che “La delicatezza, l’esquisito lavoro, e l’industria, con cui si affaticò il Wagner di promovere riputazione a propri lavori, ridotti leggiadri, ben intesi e ben travagliati, produssero li notabili vantaggi di allontanar da Venezia il concorso delle forastiere e traere in questa Città le commissioni e quel denaro che prima passava a beneficio altrui”. Archivio di Stato di Venezia, Riformatori dello Studio di Padova, (documento perduto). Pubblicato in Gallo 1941, pp. 173-174. 23) 1750, 24 gennaio, Venezia 165 Il Senato concede a Wagner il privilegio privativo di quindici anni su ogni stampa licenziata dalla sua bottega. Archivio di Stato di Venezia, Riformatori dello Studio di Padova, b. 23, cc. 80r-81v. Pubblicato in Gallo 1941, p. 175. 24) 1750, 8 maggio Venezia La bottega di Wagner risulta essere situata in “Marzaria per andar all’Orologio”, mentre la “Casa a S. Bortolamio”. Venezia, Archivio di Stato, Provveditori alle Pompe, S. Marco, b. 16. Pubblicato in Montecuccoli Degli Erri 1999, p. 225. 25) 1750, 25 luglio, Venezia Wagner risulta domiciliato a San Bartolomeo in Corte Nova nel sestiere si San Marco, pagando un affitto di 110 ducati. Venezia, Archivio di Stato, Provveditori alle Pompe, S. Marco, b. 16. Pubblicato in Montecuccoli Degli Erri 1999, p. 225. 26) 1750, 24 settembre, Madrid Nel suo testamento, Jacopo Amigoni afferma di avere con la moglie Anna Maria Marchesini “Negozio de Esttampas ed Soziedad del Vagner, en la Ciudad de Venezia el qual devera esttar y queremos estte permanentte, sin que nunca se ponga proyectto alguno de dividir su Capittal, por cuia dibision decaezca y disminuia”. Madrid, Archivio Historico-Provincial, prot. 16767, cc. 422r.-425v. Pubblicato in Urrea Fernandez, 1977, pp. 451-453. 27) 1751, 6 febbraio, Venezia Lettera di Wagner a Giambattista Remondini. Wagner scrive a Remondini che il motivo del ritardo nella consegna delle incisioni da lui commissionate (una serie di stampe da Pietro Longhi) è il disagio dovuto al trasloco a causa del “pesimo sito o sia bottega tenutto finora per modo e provision”. L’incisore continua dicendo che “finora è provisto l’intagliattore e disignattore, ma con stento si troverà li quadri che siano a proposito; tuttavia si farà con diligenza”. Bassano del Grappa, Biblioteca Civica, Epistolario Remondini, XXIV 5.6989. Pubblicata parzialmente in Marini 1994, pp. 406-408; pubblicata integralmente in Cortese 2002, p. 400. 28) 1751, 17 aprile, Venezia Lettera di Wagner a Giambattista Remondini. Wagner scrive a Remondini si essersi stabilito nella nuova abitazione e lo informa che un intagliatore “livornese” sta terminando uno dei rami raffiguranti i dipinti di Pietro Longhi da lui commissionati. Bassano del Grappa, Biblioteca Civica, Epistolario Remondini, XXIV 5.6990. Pubblicata parzialmente in Marini 1994, pp. 406-408; pubblicata integralmente in Cortese 2002 pp. 402-403. 29) 1751, 1 maggio, Venezia Lettera di Wagner a Giambattista Remondini. 166 Wagner si scusa con Remondini del fatto che l’intagliatore livornese si sia recato a Bassano con una matrice non conclusa “poiché lui doveva qui farsi correggere le prove e ridure il rame senza portarsi così imporovisamente a Bassano fuor di tempo e luogho di potter terminar detto rame”. Continua dicendo che l’incisore tornerà a Venezia “dove sarà assistito e dal signor Lunghi e da me, per renderLa sodisfato e contentto” e che Longhi sovraintenderà l’esecuzione dei quattro disegni per le stampe, mentre per quanto riguarda l’intaglio “di concerto con il signor Longhi dirò sempre la mia oppinione per quello che si speta la mia profesione”. Bassano del Grappa, Biblioteca Civica, Epistolario Remondini, XXIV 5.6991. Pubblicata parzialmente in Marini 1994, pp. 406-408; pubblicata integralmente in Cortese 2002, pp. 405-406. 30) 1751, 13 maggio, Venezia Lettera di Wagner a Giambattista Remondini. Riferendosi al rame raffigurante un’invenzione di Petro Longhi commissionatagli da Remondini, Wagner scrive “io per certo non mi posso prendere l’impigno di rittocarlo non havend’io il tempo bé il giovano occupato per me, bensì, per servire Vostra Signoria, mi contentto di farlo terminare dal’istesso livornese quando ritorna a Venezia” assicurando il bassanese che avrebbe fatto lavorare l’incisore livornese sotto la sua supervisione. Bassano del Grappa, Biblioteca Civica, Epistolario Remondini, XXIV 5.6992. Pubblicata parzialmente in Marini 1994, p. 408; pubblicata integralmente in Cortese 2002, pp. 407-408. 31) 1751, 21 agosto, Venezia Lettera di Wagner a Giambattista Remondini. Wagner scrive a Remondini che gli risulta difficile portare a termine la commissione delle stampe raffiguranti prototipi di Pietro Longhi. Bassano del Grappa, Biblioteca Civica, Epistolario Remondini, XXIV 5.6993. Edizione integrale in Cortese 2002, p. 408. 32) 1751, 4 ottobre, Venezia Presso la parrocchia di San Zulian viene battezzata Rosa Maria, figlia di Wagner e Camilla Capellan. Padrino di Battesimo: Pietro Roselli q. Giuseppe “sta a San Vidal”. Venezia, Archivio Storico del Patriarcato, Registri dei Battesimi, Parrocchia di San Zulian, b. 121, c. 236r. 33) 1752, 29 dicembre, Venezia Assieme allo scultore Giovanni Maria Morlatier, Wagner viene chiamato testimoniare il fatto che Giovanni Battista Piranesi, durante il periodo trascorso a Venezia dal 1745 all’agosto del 1747, non avesse preso moglie. Venezia, Archivio Storico del Patriarcato, Matrimonia Forensium, reg. 312, cc. 37r-38v. Pubblicato in Moretti 1983, pp. 132-135. 34) 1753, 26 agosto, Venezia 167 Presso la parrocchia di San Zulian viene battezzata Domenica Maria, figlia di Wagner e Camilla Capellan. Padrino di battesimo: Giovanni Battista Passalacqua q. Pietro, “sta a S. Bartolamio”. Venezia, Archivio Storico del Patriarcato, Registri dei Battesimi, Parrocchia di San Zulian, b. 121, c. 269v. 35) 1754, 10 aprile, Venezia Wagner e Pietro Roselli, il rappresentante degli interessi di Maria Antonia Marchesini, vedova Amigoni, si incontrano dal notaio Giovanni Uccelli per decretare lo scioglimento della vecchia Compagnia “del Negozio da Stampe” e la costituzione di una nuova società della durata di cinque anni. Viene poi trascritta la procura assegnata a Roselli a Madrid il primo maggio 1753, rilasciata dal notaio Vincenzo di Castroverde (testimone Charles-Joseph Flipart) la cui firma venne legalizzata a Venezia dal console Gabriele Rombenchi, il primo marzo del 1754. Testimoni: Valentino Tedeschi q. Domenico, Marcellini q. Marcellini. Venezia, Archivio di Stato, Notarile, atti Giuseppe Uccelli, b. 13244, n° 46, cc. 51v-55r. Pubblicato in Montecuccoli degli Erri 1999, p. 222. 36) 1755, 2 luglio, Venezia Wagner compare assieme a Santo Furlanetto come testimone di nozze di Francesco Bartolozzi e Lucia Ferro, celebrato il 2 luglio del 1755 nella parrocchia di San Pietro di San Giuliano. Venezia, Archivio Storico del Patriarcato, Curia Ex Matrimoniorum, b. 358. Pubblicato in Jatta 1995, p. 16. 37) 1759, 5 ottobre, Venezia Wagner e Pietro Roselli, procuratore di Maria Antonio Marchesini, vedova Amigoni, si incontrano dal notaio Giuseppe Uccelli per sancire la conclusione della società Wagner- Amigoni. Testimoni: Gaetano Bossi q. Giovanni Battista. Venezia, Archivio di Stato, Notarile, atti Giuseppe Uccelli, b. 13310, minute, n° 230. Pubblicato in Montecuccoli degli Erri 1999, p. 224. 38) 1762, 20 aprile, Venezia Lettera di Wagner a Giambattista Remondini. Wagner scrive Remondini di non provare alcun risentimento per i danni a lui inferti in passato (probabilmente si riferisce al plagio delle stampe), e lo esorta “per atto di carità a desistere colla passata perssecuzione e scrivermi sinceramente quello possa essere i motivi, che sarà sempre pronto fare quella parte che conviene ad un galantuomo, e renderGliene raggione di quanto ci dfosse state rifferito a mio svantaggio e dimandarLi compatimento in quello pottesse haverLo offeso involontariamente”. Bassano del Grappa, Biblioteca Civica, Epistolario Remondini, XXIV 5.6994. Pubblicata in Cortese 2002, pp. 410-411. 39) 1763, 25 gennaio, Venezia Lettera di Giovanni Volpato a Giambattista Remondini. 168 Giovanni Volpato informa Remondini che Wagner stava in quel momento intagliando “Baccanali del Lazzarini mà un poco lascivi”. Bassano del Grappa, Biblioteca Civica, Epistolario Remondini, XXIII.8, lettera n° 6677. 40) 1764, 23 giugno, Venezia Lettera di Wagner a Giambattista Remondini. Wagner scrive a Remondini di aver spedito a Bassano “un fagotto carte stampate” per conto di Giuseppe Magro di Castel Tesino, di modo che quest’ultimo possa spedire sia le sue carte che quelle comprate da Remondini ad Augusta. Bassano del Grappa, Biblioteca Civica, Epistolario Remondini, XXIV 5.6995. Pubblicata in Cortese 2002, p. 411. 41) 1766, 7 maggio, Venezia Wagner nomina suo procuratore Antonio Buffa di Pieve Tesino con facoltà e autorità di riscuotere crediti per suo conto nel territorio della “Giurisdizione di Vani Contea del Tirolo”. Testimoni: Anton Maria Zanetti q. Giuseppe, Antonio dal Vago, Comandante pubblico. Venezia, Archivio di Stato, Notarile, atti Giovan Francesco Gabrieli, b. 7660, n° 53, cc. 2229r.-2229v. 42) 1766, 11 settembre, Venezia Wagner nomina suo procuratore Paolo Cacciari Ballarini di Bologna con facoltà e autorità di riscuotere crediti dalla ditta del fù Petronio Ruinetti di Bologna. Testimoni: Angelo Gabrieli q. Carlo, Anton Maria Zanetti q. Giuseppe. Venezia, Archivio di Stato, Notarile, atti Giovan Francesco Gabrieli, b. 7660, n° 127, cc. 2285r.-2285v. 43) 1766, 11 settembre, Venezia Wagner nomina suo procuratore Giovanni Del Negro abitante di Livorno con facoltà e autorità di riscuotere crediti da Pietro Bugarelli. Testimoni: Angelo Gabrieli q. Carlo, Anton Maria Zanetti q. Giuseppe. Venezia, Archivio di Stato, Notarile, atti Giovan Francesco Gabrieli, b. 7660, n° 128, cc. 2286r.-2286v. 44) 1768, 31 maggio, Venezia Lettera di Wagner a Giambattista Remondini. Wagner scrive a Remondini di aver saputo tramite il “compare Volpatto” che i tansadori dell’arte dei Miniatori gli avevano aumentato l’importo della tansa del taglion, e lo informa che, pur essendo egli tansadore in carica per quell’anno, “non ho volluto havere nissuna parte di fare la tanssa, nemeno a presentarla al maggistrato come è dovere d’i tanssattori” e che “se io avesse saputo tal cosa nel termine che accorda il principe per pottere addure le sue raggione, sarrei statte il primo a concorrere a Sua difesa”. Bassano del Grappa, Biblioteca Civica, Epistolario Remondini, XXIV 5.6996. Pubblicata in Cortese 2002, pp. 412-413. 45) 1768, 27 agosto, Venezia Lettera di Wagner a Giambattista Remondini. 169 Wagner informa Remondini di aver fatto una consegna al suo negozio “d’un gropeto di ongheri n°. quindici […] per conte ed ordine di Giovan Battista figlio di Melchior da Pieve Tesino. Perciò disponerò detto groppeto a piacere del detto Fietta”. Bassano del Grappa, Biblioteca Civica, Epistolario Remondini, XXIV 5.6997. Pubblicata in Cortese 2002, p. 411. 46) 1770, 11 giugno 1770, Venezia Wagner nomina suo procuratore Giovanni Battista Fratta abitante del Tesino con facoltà e autorità di riscuotere crediti da Mattia Glesser di Trento. Testimoni: Pietro Rossi q. Cristoforo, Tommaso Grattoni q. Giacomo. Venezia, Archivio di Stato, Notarile, atti Giovan Francesco Gabrieli, b. 7663, n° 53, cc. 2956v.-2957r. 47) 1773, Venezia Al seguente quesito posto ai componenti dell’Arte dei Miniatori: “Se essendovi Forastieri sieno Maritati e stabiliti in Venezia, oppure abbiano le loro Famiglie al Paese Nativo portando notta del nome de Forastieri non domiciliati”, viene risposto: “Di forastieri non vi è che il solo Sig.r Iseppo Vagner Maritato, e domiciliato con la Famiglia da 40 anni nella Dominante”. Venezia, Archivio di Stato, Arte dei dipintori, b. 103, c. 8. Pubblicato in Hennessey 1990, p. 227. 48) 1775, 24 agosto, Roma Nei registi della Calcografia Camerale si registra un pagamento a Wagner per duecento libbre di tinta nera per uso di stampa con un cambiale tramite i Fratelli Valdambrini a Venezia. Roma, Archivio di Stato, Registri della Calcografia Camerale, Conti e Giustificazioni, anno 1775, c. 76r. 49) 1776, 13 settembre, Venezia Wagner chiede ai Riformatori dello Studio di Padova la rinnovazione del privilegio privativo per proteggere le stampe licenziate dalla sua bottega, sottolineando il fatto che il privilegio concesso nel 1750 non aveva avuto piena attuazione. Venezia, Archivio di Stato, Riformatori dello Studio di Padova, b. 39, cc. 665r.-665v. Citato in Gallo 1941, p. 174. 50) 1776, 22 settembre, Venezia I Riformatori dello Studio di Padova esprimono parere positivo riguardo la richiesta di Wagner per il rinnovo del privilegio privativo su ogni stampa uscita dai torchi della sua bottega, specificando che nessuno avrebbe potuto trarre incisioni da originali pittorici già tradotti da Wagner e i suoi collaboratori. “Questa persona adunque che ha sommo merito, ch’è eccellente maestro di tutti gli Incisori, introdusse in q.ta città tali carte stampate, ed incise, di nuova invenzione, e tratte da buoni Originali di Pittura, sicché per la loro industria, delicatezza, esquisito lavoro, et ottimo travaglio ottennero somma riputazione, e con notabile vantaggio ad allontanare dalla Dominante il concorso delle Forastiere, et attivarono in qta Città le Commissioni , 170 e quel dinaro che prima passava a beneficio degli Esteri con quelle conseguenze assai […] allo Stato. Questi vantaggi che sono reali e dal Mag.te bene conosciuti, derivano dal bene operare del Supplicante, aplicato, et attento a migliorar sempre più le proprie manifatture, con maggior diligenza, ed esattezza di lavoro, con ottima disposizione delle figure, di proporzione, e di leggiadria delle parti, a differenza degli altri che quantunque pressidiati da simili Privvileggi abusano de medesimi: non coltivando tali onorati Sentimenti, poiché dando mano à più facili lavori, copiano le altrui carte senza il pensiero ed il merito dell’invenzione vendendole à miglior mercato e levando con […] e malizia il credito ed il profitto dell’Autore”. Venezia, Archivio di Stato, Riformatori dello Studio di Padova, b. 39, cc. 667r.-667v. Citato in Gallo 1941, p. 174. 51) 1776, 7 ottobre, Venezia Il Senato veneziano concede a Wagner il privilegio privativo su ogni incisione stampata dalla sua bottega, pubblicando un manifesto a stampa. Venezia, Archivio di Stato, Riformatori dello Studio di Padova, b. 364, c. 13. 52) 1777, 7 agosto, Venezia Wagner nomina suo procuratore un ignoto personaggio di Avignone (nel documento lo spazio per il nome è lasciato vuoto) per riscuotere crediti dalla ditta Leblond e Figli con sede nella città provenzale per una serie di stampe inviate in Francia tramite la ditta Remondini. Testimoni: Gabriele Corner, q. Bortolo, Vincenzo Pisani q. Carlo. Venezia, Archivio di Stato, Notarile, atti Giovan Francesco Gabrieli, b. 7668, n° 17, cc. 3873v-3873r. 53) 1778, 25 febbraio, Venezia Wagner nomina suo procuratore Giovanni Antonio Allieri di Pieve Tesino con il potere di far rispettare i non ben definiti accordi presi tra Wagner e sottoscritti dal notaio Antonio Vittorelli. Testimoni: Fabio Berardi, q. Vincenzo, Gasparo Furlanetto, q. Santo. Venezia, Archivio di Stato, Notarile, atti Giovan Francesco Gabrieli, b. 7668, n° 33, cc. 3907v-3908r. 54) 1781, 17 maggio, Venezia Presso la casa di Wagner in merceria san Zulian viene presentato un accordo tra gli incisori Paolo Santini q. Valentino e Domenico Colussi, nel quale stabilisce che Santini è debitore di Colussi per una cifra pari a 10 ducati. Mediatori: Gasparo Furlanetto, Giovanni Maria di Giuseppe Maria Pedrali. Testimoni: Angelo Wagner q. Giuseppe, Domenico Corazza. Venezia, Archivio di Stato, Notarile, atti Giovan Francesco Gabrieli, b. 7668, n° 9, cc. 3994v-3886r. 55) 1782, 7 febbraio, Venezia 171 Wagner nomina suo procuratore Giovanni Antonio di Castel Berto di Strigno con la facoltà di riscuotere un credito di “1175:18 moneda veneta” da Giuseppe Antonio Bio di Pieve Tesino. Testimoni: Gasparo Furlanetto q. Santo, Giovanni Corazza, q. Domenico. Venezia, Archivio di Stato, Notarile, atti Giovan Francesco Gabrieli, b. 7669, n° 32, cc. 3456r-3456v. 56) 1783, 6 ottobre, Venezia Wagner nomina suo procuratore Niccolò Cavalli con la facoltà di riscuotere crediti per “millecinquecento novanta de piccoli veneti” dalla ditta di Gasparo Nino e Compagni di Cadice. Testimoni: Giovanni Corazza q. Domenico, Bartolomeo Ricci q. Filippo. Venezia, Archivio di Stato, Notarile, atti Giovan Francesco Gabrieli, b. 7669, n° 26, cc. 4070v.-4071r. 57) 1783, 15 dicembre, Venezia In casa di Wagner in Merceria San Zulian, viene sancita l’emancipazione di Giuseppe Giovanni Maggiotto dal padre, il pittore Domenico Maggiotto. Il documento si conclude con la lista dei beni ceduti da Domenico al figlio tra cui spiccano “Due quadretti da Scabello con S. Anna e S. Luigi / due altri grandi G.B.V. con il Bambino, e San Giuseppe col Bambino / Altro con S. Antonio, et il Bambino / Altro con S. Giuseppe”. Testimoni: Giuseppe Wagner q. Martin, Gasparo Furlanetto q. Santo. Venezia, Archivio di Stato, Notarile, atti Giovan Francesco Gabrieli, b. 7669, n° 29, cc. 4072v.-4074r. 58) 1786, 24 maggio, Venezia Testamento di Giuseppe Wagner (riprodotto integralmente in Appendice 2). Wagner, dopo aver disposizioni circa la sua sepoltura, nomina erede universale il figlio Angelo, decretando lo scioglimento della compagnia istituita nel 1771 con Gasparo Furlanetto e invitando Angelo a istituirne una nuova con Fabio Berardi. Elenca poi le parti di eredità spettanti alla moglie, alle figlie, Domenica, Teresa, Anna Maria, ai generi, Fabio Berardi, Paolo De Vecchi, alla nuora, Angela Rubelli, al nipote, Carlo Wagner e infine al socio, Gasparo Furlanetto. Wagner nomina infine Giuseppe Carlo Zucchi e Pietro Passalacqua commissari ed esecutori testamentari. Testimoni: Domenico Corazza q. Gasparo, Corazza q. Gasparo. Venezia, Archivio di Stato, Notarile, Testamenti, Notaio Giovan Francesco Gabrieli, b. 1135, Protocollo Num. 1, Registro 2°, cc. 149 r.- 153 r. 59) 1786, 29 giugno, Venezia Il 29 giugno 1786, Wagner “ammalato già giorni 30 di abscesso di fegato morì oggi alle ore 16”. Venezia, Archivio Storico del Patriarcato, Registri dei morti, Parrocchia di San Zulian, b. 11, c. 194r. Pubblicato in Gallo 1941, p. 173. 172 60) 1786, 6 agosto, Venezia Angelo Wagner nomina suo procuratore Pietro Ganghellini di Strigno con facoltà e autorità di riscuotere crediti per un totale di “mille quarantotto soldi dieci di piccioli veneti” dalla ditta di Giovanni del Negro di Bieno. Testimoni: Gasparo Furlanetto q. Santo, Carlo Recaldini q. Giuseppe. Venezia, Archivio di Stato, Notarile, atti Giovan Francesco Gabrieli, b. 7669, n° 17, cc. 4110v.-4111r. 61) 1787, 11 agosto, Venezia Angelo Wagner annuncia sulle pagine delle Notizie del Mondo (n° 64) la messa in vendita presso il suo negozio di San Zulian di un ingente quantitativo di “Stampe Inglesi” incise da Francesco Bartolozzi. Le stampe arrivarono a Venezia tramite il figlio di Francesco, Gaetano. 62) 1790, 29 luglio, Venezia Angelo Wagner nomina suo procuratore Antonio Rizza con facoltà e autorità di riscuotere crediti dalle ditte di Gasparo Nino e Luigi Formani di Cadice. Testimoni: Pietro Passalcqua q. Giovanni Battista, Carlo Gabrieli. Venezia, Archivio di Stato, Notarile, atti Giovan Francesco Gabrieli, b. 7669, n° 8, cc. 4156v.-4157r. 63) 1790, 29 luglio, Venezia Angelo Wagner nomina suo procuratore Camillo Cassina con facoltà e autorità di riscuotere crediti dalla ditta di Camillo Cassina a Madrid. Testimoni: Pietro Passalcqua q. Giovanni Battista, Carlo Gabrieli. Venezia, Archivio di Stato, Notarile, atti Giovan Francesco Gabrieli, b. 7669, n° 7, cc. 4158r-4158v. 64) 1790, 7 settembre, Venezia Angelo Wagner nomina suo procuratore Giuseppe Bacchetti di Bologna con facoltà e autorità di riscuotere crediti dalla ditta di Antonio Cattani e Antonio Nerozzi di Bologna. Testimoni: Giovanni Badina q. Antonio, Marco Carlo Menezzi q. Antonio. Venezia, Archivio di Stato, Notarile, atti Giovan Francesco Gabrieli, b. 7669, n° 15, cc. 4164r-4164v. 65) 1790, Venezia Angelo Wagner risulta iscritto all’Arte dei Miniatori, pagando lire 20 di tansa e lire 12 di taglion. Venezia, Archivio di Stato, Milizia da Mar, b. 630. 66) 1792, 2 gennaio, Venezia Angelo Wagner stila l’“Invintario di tutti li mobili, et effetti ori agiunti, Contanti, Carte et altro” presenti nell’abitazione e nella bottega del cugino Carlo Wagner, in contrada Santi Apostolo, dopo la morte di questi. Tra i beni si Carlo Wagner si annoverano: “Cassa con diversi legni per uso del negozio”, “Tavole di noghera” di diverse misure, “Tavole d’Albero per li dissegni della professione”, “Pezzi d’Albero, che servir devono, dissero, per le Spalliere in Chiesa di San Polo in questa Città”, “Mazzi […] di Nogara, devono 173 servire, dissero, per il Teatro novo di S. Fantin”, “Tavole di Albero di diversa qualità”, “Un libro intitolato Libro de’ Conti in Compagni con Tommaso Gleber (Glesser), e Carlo Wagner”, “Una Cassetta piccola con Composti da dissegnar”. Testimoni: Giuseppe Carlo Zucchi q. Francesco, Pietro Passalacqua q. Giovanni Battista. Venezia, Archivio di Stato, Notarile, atti Giovan Francesco Gabrieli, b. 7669, n° 12, cc. 4187r.-4191v. 67) 1792, 10 ottobre, Venezia Lettera di Angelo Wagner a Valentino Novelletto. Angelo Wagner scrive a Valentino Novelletto di Bassano del Grappa di essersi impegnato “per farvi rendere servito del Modelino exeguito dal Amico mio Majotto qual senza […] prontamente lo à exeguito, come per mezzo dello stesso Menegeto vè né fo l’invio, è lo preso di Agradimento […] di tutta questa societtà come mi viene descritto egli […] per il vero il professor non usa in antecipazione farne il modelo senza aver […] la manifattura del Oppera […] à condisceso in Amicizia restando certo, che il detto modelo non abbia andar fuori di sue mani per fino dell’esecuzione chè stabilivano con il più e meno di agiunte sempre confacenti al desiderio di Codesti Sig.ri…” Bassano del Grappa, Biblioteca Civica, Epistolario Remondini, XXIV.4 n° 6983. 68) 1792, 23 ottobre, Venezia Lettera di Angelo Wagner a Valentino Novelletto. Angelo, dopo aver espresso il suo compiacimento per l’apprezzamento del modello da parte del committente, scrive a Novelletto che Maggiotto lo ha pregato di dirgli “che il soggetto essendo composto di tre intiere figure principali e della Gloria Puttini e Campo la sua più ristretta dimanda è di quaranta Zecchini, perché possa farne un opera ben ben condotta, […] e degna di lui e dei Soggetti che la comettono, se poi li […] le farebbe qualche ribasso; la sua prima dimanda era di Zecchini Cinquanta, la mia […] e rappresentanze la hanno ridotta ai quaranta e quando potessi giungere di addossarlo della spesa della Tela, sarebbe quel tutto che potrei sperare ancora di vantaggiarle. Riflettino codesti Signori che il nome del Signor Maggiotto in oggi è rispettabile e che le opere studiate importano agli artisti assai più tempo e fattica”. Bassano del Grappa, Biblioteca Civica, Epistolario Remondini, XXIV.4 n° 6984. 69) 1793, 15 gennaio, Venezia Lettera di Angelo Wagner a Valentino Novelletto. Angelo informa Novelletto di aver riconsegnato il modello a Maggiotto “unitamente la Carta della precisa misura di detta pittura, colle avertenze che per cambiamento del circolo nel quadrato alla sommità sono accennate”, e gli scrive che la pala sarà pronta il più presto possibile, entro il mese di giugno, “senza pregiudicio dell’Opera, nel lavoro della quale è assai delicato il Sig. Maggiotto del proprio suo onore per fare una Pitura degna di lui del riputatissimo suo nome”. Conclude la lettera dicendo che non ha il coraggio di chiedere il modello in regalo per il religioso che lo aveva richiesto “perché ancora so che deficilmente delle sue invenzioni se ne priva, delle quali adorna il suo studio per amaestramento ancora dei suoi alievi”. Bassano del Grappa, Biblioteca Civica, Epistolario Remondini, XXIV.4 n° 6985. 70) 1793, 23 maggio, Venezia 174 Lettera di Angelo Wagner a Valentino Novelletto. Angelo informa Novelletto che l’opera è quasi pronta e che verrà consegnata entro i termini stabiliti. Bassano del Grappa, Biblioteca Civica, Epistolario Remondini, XXIV.4 n° 6986. 71) 1793, 28 maggio, Venezia Lettera di Angelo Wagner a Valentino Novelletto. Angelo scrive a Novelletto di aver ricevuto da Domenico Righetti “N° 44 talari per l’a metà à pagamento della dipinta Pala di S. Teresa dipinta da Cotesto Sig.r Maiotto la qual vi sarà spedita là setimana ventura”. Bassano del Grappa, Biblioteca Civica, Epistolario Remondini, XXIV.4 n° 6987. 72) 1793, 8 giugno, Venezia Lettera di Angelo Wagner a Valentino Novelletto. Wagner informa Novelletto di aver consegnato a Domenico Righetti la cassetta con al suo interno il dipinto, assieme alla “ricevuta del Pagamento fatto al Sig.r Majotto degli Zechini 20 mettà di suo Accordo come siete inteso”. Bassano del Grappa, Biblioteca Civica, Epistolario Remondini, XXIV.4 n° 6988. 73) 1797, Venezia In un elenco compilato per l’esazione della “Tansa dei Miniadori Colonnello dei Depintori per l’anno 1797”, figura in nome di Angelo Wagner che doveva pagare 24 lire di tassa. Venezia, Archivio di Stato, Milizia da Mar, b. 656. Pubblicato in Gallo 1941, p. 201.i

ANGELO WAGNER Venezia

4. Angelo Wagner Della figura di Angelo Wagner, erede della più importante calcografia attiva a Venezia, purtroppo non si sa quasi nulla. Gli unici dati biografici emersi dalla ricerca archivistica risultano essere l’anno di nascita, 1748451, i nomi della moglie, Angela Rubelli, e dei due figli, Caterina e Ignazio, morti entrambi in giovanissima età452 . Dal testamento pare che Angelo non avesse coltivato come il padre l’arte dell’incisione, visto che quest’ultimo gli consigliava, sciolta la collaborazione con Furlanetto, di istituire una nuova società con il cognato Fabio Berardi, affinché questi potesse occuparsi di intagliare nuovi rami e di eseguire la manutenzione di quelli vecchi, come aveva fatto egli stesso. Quest’ipotesi viene ulteriormente avvalorata sia dal fatto che non si conoscono incisioni firmate da Angelo, sia dall’assenza del suo nome nella Nota degli Incisori in rame che sono in Venezia del 1798, presente nelle carte manoscritte del Fondo Moschini del Museo Correr453 . Infine, nella domanda presentata il 23 luglio del 1797 dall’incisore Giuseppe Sardi (1770 ca-1735) al nuovo governo democratico, riguardante il sistema dei privilegi privativi, firmata dai professionisti della stampa in attività, a fianco al nome di Angelo non si legge “incisore e commerciante di Stampe” come nel caso di Teodoro Viero e Innocente Alessandri, bensì troviamo solo la seconda qualifica454 . Risulta comunque certo che egli continuò, come direttore della calcografia, a far ristampare le lastre del padre, a pubblicare nuove incisioni e a fornire apparati decorativi per libri illustrati, motivi per i quali risulta iscritto, nel 1790455 e nel 1797, all’Arte dei Miniatori456 . 451 Il battesimo di Angelo venne celebrato presso la parrocchia di San Zulian il 18 settembre di quell’anno, regesto n° 19. 452 Caterina morì nel 1792 all’età di 7 anni, mentre Ignazio si spense nel 1796 all’età di 4 anni, Venezia, Archivio di Stato, Parrocchia di San Zulian, Registro dei morti, b. 11, cc 59r., 96v. 453 La Nota manoscritta (Venezia, Museo Correr, Fondo Moschini, Miscellanea varia, b. III), consiste in un elenco dove tutti gli incisori operanti a Venezia vengono suddivisi nelle categorie: “Mediocri”, “Cattivi”, “Selerati” e “Incisori in Lettere”: Gallo 1941, pp. 201-202. 454 Ivi, pp. 212-214. 455 In quell’anno Angelo risulta pagare 20 lire di tansa e 12 di taglion, le cifre più alte registrate dopo quelle pagate dalla ditta Remondini e dal libraio Antonio Zatta, a testimonianza di come il negozio continuasse, a una data così avanzata, ad avere un buon giro di affari. Regesto n° 65. 456 Gallo 1941, p. 201, regesto n° 73. 99 Nonostante le notizie in nostro possesso siano scarse e le testimonianze lacunose, è possibile dar conto di alcuni episodi e documenti che riescono a fornirci un’idea, pur parziale, della sua personalità dell’orientamento dei gusti della bottega sotto la sua conduzione. L’unica serie di stampe nota, pubblicata dopo la morte di Giuseppe, risulta essere una pregevole Via Crucis (cat. 118) di piccolo formato, rilegata in libricino e destinata alla devozione privata, le cui stazioni, tratte da invenzioni non note di Pietro Antonio Novelli, vennero incise da Bartolomeo Ricci (1752-post 1795)457, artista bellunese che Giuseppe aveva preso come allievo nella sua bottega durante l’ottavo decennio del secolo458 . Oltre a questa Via Crucis, sempre nel 1788 uscì dai torchi della calcografia un’incisione raffigurante Aretusa e Alfeo (cat. 68) riproducente un disegno (fig. 64) di Jacopo Guarana459, eseguita da Berardi l’anno in cui quest’ultimo, “sopraffatto da sincope apoletico”, spirò all’età di cinquantadue anni460. Da segnalare infine anche una stampa anonima raffigurante il Beato Bernardo da Offida (cat. 119), pubblicata sicuramente dopo il 1795, anno in cui papa Pio Vi proclamò beato il religioso cappuccino. Ma l’episodio più interessante relativo a questo periodo risulta sicuramente essere quello riguardante la messa in vendita di un cospicuo nucleo di “stampe inglesi”. Nelle “Notizie del Mondo” dell’11 agosto del 1787461 Angelo Wagner pubblicò un Avviso nel quale informava i lettori di essere entrato in possesso tramite il figlio di Francesco Bartolozzi, l’editore e commerciante Gaetano (1757-1821), di un ingente quantitativo di incisioni eseguite dall’antico allevo di Giuseppe Wagner in Inghilterra. Esattamente un mese dopo, l’11 settembre, sempre nel medesimo giornale, Angelo Wagner dava già l’annuncio dell’aumento di questo materiale, essendogli “pervenuto copioso numero di Stampe nuove da Londra, che saranno aggiunte al suo Catalogo”462 . Tutte queste incisioni confluirono infatti nel Catalogo di stampe inglesi che si vendono da Giuseppe Wagner Negoziante da Stampe in Merceria di Venezia, interessante lista 457 Sulla poco nota figura di Bartolomeo, figlio dell’incisore Flippo Ricci, si veda Alpago Novello 1940, pp. 654-656. 458 Presso l’archivio dell’Accademia di Belle Arti di Venezia sono conservati una serie di documenti del 3 aprile 1775, 31 marzo 1777 e del 4 aprile 1778, in cui il bellunese viene indicato “Bortolo Rizzi di Filippo veneziano anni 21 s(cola) Vagner Intagliator”, pubblicati in Mariani 2015, pp. 411, 417-418. Oltre alla Via Crucis Ricci fu autore, per la nostra calcografia, nel 1786 di una stampa con il Cristo Redentore (cat. 113). 459 Vienna, Albertina, inv. 1891. 460 Delorenzi 2009, p. 84. 461 “Notizie del Mondo”, n° 64, 11 agosto 1787, regesto n° 61. 462 “Notizie del Mondo”, n° 74, 11 settembre 1787. 100 tipografica già citata dalla letteratura, ma sempre in relazione alla figura di Giuseppe e non a quella di Angelo463 . Nell’introduzione464 si legge: “Avendo il Sig. Gaetano Bartolozzi figlio del celebre Sig. Francesco Bartolozzi in Londra, e proprietario delle Stampe Inglesi, in addietro vendute al Negozio del Sig. Teodoro Vieri, a me trasferito, tutto il numerosissimo, e scielto assortimento di dette Stampe, e particolarmente, di tutte le più belle impressioni delle Opere di suo Padre, dal quale gli vengono direttamente spedite di tratto in tratto, che si vanno pubblicando; ho l’onore d’informare li Signori Amatori, che queste d’ora innanzi al solo mio negozio si troveranno, e che oltre tutti i maggiori vantaggj nel prezzo, potranno esser sicuri di ritrovare tutte le più fresche impressioni, e di non essere ingannati dalle Copie, che o col falso nome del Bartolozzi, o incise in Londra da’ di lui Scolari con loro nome, con aggiuntovi Pupil of Bartolozzi, cioè Scolaro del Bartolozzi, vengono vendute per Opere dello stesso a prezzo minore, con delusione de’ Compratori, e con pregiudizio forse del supposto Incisore”. Oltre le Stampe denotate nel Catalogo, che sarà esibito gratis al mio Negozio, se se ne desiderasse qualche altra, col sicuro mezzo appunto del Sig. Bartolozzi, potrò darmi l’onore di servire chi me ne dasse la commissione con quella scieltezza e con que’ vantaggi, che potranno farmi degno del compatimento del rispettabile Pubblico”. La presenza del nome del defunto incisore nel titolo del Catalogo non deve meravigliare, visto che quella era la denominazione con la quale nel territorio di Venezia e al di fuori di esso si identificava da sempre la calcografia di San Zulian e dato che sappiamo che Angelo aveva l’abitudine di firmarsi nelle lettere e nei documenti sia con il suo nome proprio che con quello del padre465 . La lista, che conta in tutto quattrocento pezzi, è suddivisa in tre sezioni intitolate: “Opere incise da Francesco Bartolozzi”, “Stampe di varj incisori” e “Stampe a fumo”. Nella prima troviamo elencate una grande quantità di stampe eseguite in prima persona dall’artista fiorentino riproducenti opere grafiche o dipinti di scuola italiana, come la celebre suite da disegni di Guercino, che era stata smerciata anche da Giambattista Piranesi a Roma nel 1764466; le serie da invenzioni di Giambattista Cipriani (1727-1835), uno dei suoi più assidui collaboratori a Londra; e infine le Stampe tratte dai Disegni di vari Autori del Gabinetto di S.M. il Re d’Inghilterra: quindi fogli da invenzioni di Raffaello, Annibale Carracci, Federico Zuccari, Guido Reni, Carlo Cignani, Correggio, Pietro da Cortona, Carlo Maratta e Marc’Antonio Franceschini. Il gruppo più nutrito di questa sezione è, però, quello dedicato alle traduzioni che Bartolozzi eseguì da opere di artisti francesi, tedeschi, inglesi e di altre nazionalità a lui 463 Il catalogo di Wagner, riprodotto integralmente in Appendice 3, viene citato in Morazzoni 1943, p. 205 e Jatta 1995, p. 16. 464 L’Avviso stampato nel catalogo è lo stesso presente nelle “Notizie del Mondo”. 465 Regesto, nn° 67-72. 466 Raccolta di alcuni disegni del Barbieri da Cento detto il Guercino. Piranesi ne curò l’edizione, incise alcune tavole e ideò il frontespizio: Focillon 1918, ed. 1967, p. 89.101 contemporanei come Benjamin West (1738-1820)467, (fig. 65), Angelica Kauffmann (1741-1807)468 (figg. 66-67), Joshua Reynolds (1723-1792), Gavin Hamilton (1723- 1798), Richard Cosway (1742-1821)469 (fig. 68), Sarwrey Gilpin (1733-1807): un vero e proprio compendio della coeva cultura pittorica neoclassica. Nella seconda sezione troviamo invece stampe incise dai più dotati artisti calcografi inglesi, o attivi in quegli anni Oltremanica, quali François Vivares, Caroline Watson (1761-1814)470 (fig. 69), William Woollett (1735-1785), Peltro William Tomkins (1759– 1840), Jean Marie Delattre (1745-1840), William Dickinson (1746–1823), Robert Samuel Marcuard (1751-1792), Charles Parsons Knight (1742-1825)471 (fig. 70), William Winnie Ryland (1732-1783), Pietro Bettelini (1763-1829), Benedetto Pastorini (attivo dal 1775 al 1810) e William Ward (1766–1826), che riprodussero a loro volta capolavori dei pittori sopracitati. 467 Viene riprodotta la stampa dal titolo Pax Artium Nutrix. Si veda a titolo esemplificativo l’esemplare di Londra, British Museum, inv. 1838,0425.69. Acquaforte e puntinato, 317 x 253. Iscrizioni: “Pax Artium Nutrix”, “B. West inv. 1787 R.A.”, “Etched by F. Bartolozzi 1787”, “Publish'd as the Act Jany 28 1787 by Greenwood”. 468 Vengono riprodotte le stampe intitolate Shakespeare’s Tomb e Zeuxis compising the picture of Juno. Per la prima si veda a titolo esemplificativo l’esemplare di Londra, British Museum, inv. 1870,1008.2277. Acquaforte e puntinato, 435 x 340. Iscrizioni: “Angelica Kauffman Pinx”, “F. Bartolozzi sculp.”, “SHAKESPEARE’S TOMB.”, “I lit on Avon'S banks, whose streams appear / To wind with eddies fond round SHAKESPEAR'S tomb, / The year's first feath'ry songsters warble near, / And vi'lets breathe, and earliest blossoms bloom. // Here FANCY sat, her dewy fingers cold / Decking with flow'rets fresh th' unsullied sod, / And bath'd with tears the sad sepulchral mold, / Of her lov'd son's clay corse the last abode.”, “For the Death of Shakespeare by Gilbert Cooper Dodsley Vot. V.”, “From a Picture by Angelica Kauffman in the possession of Lady Rushout. / Dedicated to M.rs Montagu by Her Obedient Servant Anthony Poggi.”, “London Publish'd as the Act directs Augst. 1st. 1782. by A. Poggi, No. 4 Orchard Street, Portman Square." Per la seconda si veda a titolo esemplificativo l’esemplare di Londra, British Museum, inv. 1868,0808.2824. Acquaforte e puntinato, 333 x 402. Iscrizioni: “ZEUXIS COMPOSING THE PICTURE OF JUNO”, “Angelica Kauffman pinxt.”, “F. Bartolozzi sculp.”, “He prevailed on all the finest women of Agrigentum, who where even ambitious of the honour. Of there he chose five for his / models, and molding all the perfections of these beauties into one, he composed the picture of the goddes.”, “London, Publish'd July 1st; 1785 by W. Palmer No. 163 Strand”. 469 Viene riprodotta la stampa intitolata Portrait of a Grecial Lady. Si veda a titolo esemplificativo l’esemplare di Londra, British Museum, inv. 1880,0612.398. Acquaforte e puntinato, 363 x 251. Iscrizioni: “THE PORTRAIT of a GRECIAN LADY”, “Rd. Cosway R. A. deli.”, “F. Bartolozzi sculps”, “Pub Nov 7th. 1782 by G. Bartolozzi No 5 John S. Oxford Street”. 470 Viene riprodotta la stampa con il Ritratto di James Harris. Si veda a titolo esemplificativo l’esemplare di Londra, British Museum, inv. Q,2.100. Acquaforte e puntinato, 392 x 291. Iscrizioni: “The Right Hon.ble Sir James Harris K.B”, “His Majesty's Envoy -Extraordinary & Minister Plenipo Tentiary to the States- General: / Member of Parliament for the Borough of Christchurch, / One of His Majesty's most honble Privy-Council.”, “Sir Joshua Reynolds pinxt.”, “Caroline Watson Sculpt: / Engraver to her Majesty”, “Publish'd according to Act of Parliament Novr. 30th. 1786, by Caroline Watson, Fitzroy Street”. 471 Viene riprodotta la stampa intitolata A Dancing bear. A titolo esemplificativo si veda l’esemplare di Londra, British Museum, inv. 1917,1208.2992. Acquaforte e puntinato, 404 x 503. Iscrizioni: “A DANCING BEAR.”, “H. Bunbury Esqr. Delint.”, “Engrav'd by C. Knight”, “London, Published June 24th. 1785 by W. Dickinson, Engraver & Printseller No. 158 Bond Street, & J. Jones No. 63 Great Portland Street”. 102 Infine nella terza parte vengono elencate una serie di stampe eseguite “a fumo”, ovvero a mezzo tinto o maniera nera, tecnica che ebbe grandissimo successo in Europa tra la fine del diciottesimo secolo e l’inizio del diciannovesimo per gli effetti di grandissimo pittoricismo ai quali si poteva giungere nella resa il più veridica possibile degli originali. Tra le incisioni di questa tipologia, opera dei migliori specialisti attivi a Londra, spiccano The Grecian Votary472 (fig. 71) eseguita da William Pether (1738-1821) da un’invenzione di Nicolas Poussin (1594-1665), e il ritratto con Agostino Carlini, Francesco Bartolozzi e Giovan Battista Cipriani473 (fig. 72) del 1778 di John Raphael Smith (1751-1812), perfetta riproduzione tramite diversi toni di grigio del dipinto di John Francis Rigaud (1742-1810) ora conservato alla National Portait Gallery di Londra474 . Il catalogo si conclude con un nota bene che informa il lettore della possibilità di acquistare in negozio delle versioni le stampe “in varie tinte e colorite”, quindi incisioni stampate con inchiostri colorati o miniate in seguito, ambedue pratiche molto in voga dagli ultimi decenni del secolo. Scorrendo le voci di questa lista, salta subito all’occhio come uno degli artisti più rappresentati fosse Angelica Kauffmann che durante i diciassette anni passati in Inghilterra collaborò assiduamente con numerosi editori e incisori, avendo compreso appieno l’importanza che poteva ricoprire la stampa di traduzione nell’ottica della diffusione e promozione della sua arte475 . Angelica si era sposata nel 1781 con Antonio Zucchi (1726-1795), pittore veneziano che sappiamo aveva fornito un disegno per una Allegoria dell’Europa incisa da Wagner (cat. 30). E anche la pittrice, durante il breve periodo trascorso a Venezia, tra il 1781 e il 1782476, doveva essere stata una frequentatrice della calcografia di San Zulian, visto che nel suo Memorandum of Painting, appuntava, sotto l’anno 1782: “All Sig.r Giuseppe Wagner incisore / Un ovaletto con mezza figura dipinta Rapres.te una Madalena. Regalatta dalla pitrice all sudetto”477, prezioso dono di cui purtroppo non è rimasta traccia. 472 A titolo esemplificativo di veda l’esemplare di Londra, British Museum, inv. 1877,0609.1630. Mezzotinto, 480 x 612. Iscrizioni: “Painted by N, Poussin”, “Engraved by W. Pether”, “From a Pciture in the Collection of Sr. G. Beaumont Bt.”, “Publish'd as the Act directs Jany. 1st. 1787 by Torre & Co. No. 132 Pall Mall”. 473 A titolo esemplificativo si veda l’esemplare di Londra, British Museum, inv. 1871,1209.593. Mezzotinto, 444 x 504. Iscrizioni: “Agostino Carlini, FRANCESCO BARTOLOZZI, Giovan Battista Cipriani”, “Painted by Giovanni Francesco Rigaud”, “Engraved by J.R. Smith”. 474 Londra, National Portait Gallery, inv. NPG 3186. 475 Sulle relazioni della pittrice con editori e incisori si veda Alexander, 1992, pp. 141-178. 476 De Rossi 1810, pp. 54-55. 477 Knight 1998, p. 12. 103 Concludendo l’analisi del documento, va sottolineato come nell’Avviso sopra trascritto venga rimarcato il fatto che le stampe inglesi incise da Bartolozzi, che prima si potevano acquistare nel negozio di Teodoro Viero, da quel momento si sarebbero trovate solo nella bottega di San Zulian. L’incisore bassanese, che, bisogna ricordare, aveva continui contatti con Londra grazie al nipote, l’incisore Luigi Schiavonetti (1764-1810) allievo di Francesco Bartolozzi478 , aveva infatti pubblicato proprio nel 1787 un catalogo dal titolo Serie di stampe inglesi intagliate da' più rinomati incisori che si trovano vendibili in merceria di Venezia al negozio di Teodoro Viero, incisore, e negoziante, di ogni sorte di stampe479. Viero dichiara nell’introduzione di aver incaricato della scelta delle stampe in Inghilterra una persona “che avesse occhio d’intelligenza, perché facesse scelta delle più fresche, e della migliore impressione”, della quale purtroppo non specifica il nome. Nella lista di Viero, che conta quattrocentotrenta pezzi, un grandissimo numero di stampe coincidono con quelle del catalogo di Angelo, fatto che ci fa ipotizzare che Gaetano Bartolozzi, sciolto un precedente accordo con il bassanese, avesse deciso dall’agosto di quell’anno di iniziare una relazione commerciale esclusiva con il negozio Wagner per la vendita delle incisioni del padre. Il fatto che la calcografia si impegnasse nella vendita di “stampe inglesi” è un’ulteriore prova dell’intelligenza e lungimiranza imprenditoriale della famiglia Wagner. E probabilmente sulla scia del loro esempio, i Remondini decisero di proporre alla loro clientela un vastissimo assortimento di incisioni tratte da opere dei medesimi artisti, come testimoniato dalle numerose pagine del catalogo di vendita pubblicato dai bassanesi nel 1803480 . L’ultima notizia in nostro possesso relativa alle stampe smerciate dalla bottega ci viene fornita dall’abate e incisore Paolo Santini che il 10 settembre del 1788 annunciava che la sua Nuova Carta dei Confini austriaci, Russi e Ottomani sarebbe stata messa in vendita proprio presso il negozio di San Zulian al prezzo di sei lire481 . 478 Ferrazzi 1847, pp. 185-187. 479 Il catalogo viene citato in Jatta 1995, p. 16. Un esemplare è presente nelle collezioni del Getty Research Institute di Los Angeles, inv. 88-B30215. 480 Catalogo delle stampe incise e delle carte di vario genere della dita Giuseppe Remondini e figli 1803, pp. 19-30, 51-58. Si veda la ristampa anastatica a cura di Paola Marini 1990. 481 “S’è pubblicata in Venezia la Nuova Carta dei Confini Austriaci, Russi e Ottomani. Comprende questa tutti i paesi da Vienna fino al Kuban, e da Lemberg nella Gallizia fino a Costantinopoli, e all’Arcipelago; dimodochè essa è il vero teatro della Guerra presente fra le due Corti Imperiali, e la Porta. Fu incisa la prima volta in Vienna nell’anno corrente colla scorta delle migliori Carte, e delle proprie recenti osservazioni dal Sig. Schultz; ma come in un solo foglio tanta estensione di paese ne rendeva l’uso un poco incomodo; così ha creduto il Santini di ridurla in quattro fogli, che uniti insieme rappresentano senza104 A conferma poi di come la nostra bottega continuasse a intrattenere relazioni commerciali al di fuori dei confini di Venezia, vi sono una serie di procure, rogate presso il solito notaio Gabrieli nel 1786 e nel 1790, relative a crediti contratti con ditte di centri noti come Bologna, dove i debitori questa volta erano Antonio Cattani e Antonio Nerozzi (attivi nell’ultimo quarto del diciottesimo secolo)482, e Cadice483, ma anche con negozi aventi sede a Bieno484, vicino Trento, e a Madrid, dove Angelo nominò, il 9 aprile del 1790, Camillo Cassina, segretario del Senato veneto presso la capitale spagnola, suo procuratore per riscuotere denaro dallo stampatore Gennaro Mango485 . Risalenti sempre alla prima metà del decennio, e precisamente al biennio 1792-1793, sono infine una serie di lettere, conservate nell’Epistolario Remondini della Biblioteca Civica di Bassano del Grappa, nelle quali troviamo Angelo ricoprire il ruolo di intermediario tra Francesco Maggiotto e Valentino Novelletto (1728-1796), dal 1750 “principal ministro e direttore del Negozio Remondini”486, che prima del 10 ottobre del 1792, data di inizio della corrispondenza, aveva commissionato al pittore una tela raffigurante un soggetto religioso. Nella prima lettera Angelo scriveva al bassanese che il modello del dipinto era pronto e che sarebbe stato compito suo farglielo recapitare tramite un certo Meneghetto, agente dei Remondini a Venezia, aggiungendo la raccomandazione: “che il detto modelo non abbia andar fuori di sue mani per fino dell’esecuzione chè stabilivano con il più e meno di agiunte sempre confacenti al desiderio di Codesti Sig.ri”487 . Nella seconda missiva veniamo quindi messi al corrente che il bozzetto in questione aveva riscosso la completa approvazione del committente, e che il pittore, convalescente a causa di una forte febbre, aveva chiesto a Wagner di comunicargli: “… che il soggetto essendo composto di tre intiere figure principali e della Gloria Puttini e Campo la sua più ristretta dimanda è di quaranta Zecchini, perché possa farne un opera ben condotta, e degna di lui e dei Soggetti che la comettono”488 . confusione tutto quel tratto. Si può acquistare detta Carta dall’Autore medesimo a S. Giustina, ovvero al Negozio Wagner in Merceria pel prezzo di lire sei”: “Notizie del Mondo”, n° 73, 10 settembre 1788. 482 Regesto n° 64. 483 Oltre alla ditta di Gasparo Nino, tra i creditori di Angelo a Cadice risulta anche il nome di Luigi Formani. Regesto n° 62. 484 Regesto n° 60. Il debitore di Wagner risulta essere la ditta di Giovanni del Negro. 485 Regesto n° 63. 486 Vinco da Sesso 1990, p. 67. 487 Regesto n° 67. 488 Regesto n° 68. 105 Subito dopo Angelo informa il bassanese di aver contrattato con l’amico facendo scendere il prezzo da cinquanta a quaranta zecchini, dicendogli che non si poteva ottenere un’offerta migliore e invitandolo a riflettere sul fatto “che il nome del Signor Maggiotto in oggi è rispettabile e che le opere studiate importano agli artisti assai più tempo e fattica”. La corrispondenza prosegue all’inizio dell’anno successivo, precisamente il 15 gennaio, quando lo stampatore scrive a Novelletto di aver restituito al pittore il modello assieme a un foglio con le indicazioni della forma e delle misure che avrebbe dovuto avere il dipinto489, e gli dice che la tela sarebbe stata sicuramente pronta entro giugno. Wagner continua poi la lettera chiedendo il nome del santo vescovo che Maggiotto avrebbe dovuto inserire “perché avendo qualche particolare distintivo possa per questo essere conosciuto”, e conclude informandolo di non aver il coraggio di chiedere al pittore di cedere il modelletto del dipinto a un non ben specificato “religioso”, che evidentemente ne era rimasto ammirato, senza nulla in cambio, “perché ancora so che deficilmente delle sue invenzioni se ne priva, delle quali adorna il suo studio per amaestramento ancora dei suoi alievi”490 . Dalle ultime tre lettere, del 25 e 28 maggio e dell’8 giugno del 1793491, scopriamo che la pala, terminata entro la data stabilita, pagata a Maggiotto quanto deciso in precedenza e consegnata al committente tramite Domenico Righetti, aveva come soggetto una Santa Teresa, un Santo vescovo, un’altra figura ignota e una teoria di angioletti glorificanti e si intuisce che sarebbe stata donata da Novelletto alla città di Bassano492 . Questo interessante scambio epistolare - che dimostra come Angelo, oltre a portare avanti il lavoro della bottega, fosse pienamente inserito nella vita artistica veneziana - risulta essere anche l’ultimo episodio a noi noto riguardante la famiglia e il negozio di San 489 “…unitamente la Carta della precisa misura di detta pittura, colle avertenze che per cambiamento del circolo nel quadrato alla sommità sono accennate.” Regesto n° 69. 490 Regesto n° 69. 491 Regesto nn° 70-72. 492 Angelo infatti scrive: “Io la ho più volte veduta, ne sono invaghito, è superbo di aver procurata al vostro Paese un Opera di vero merito”. Regesto n° 68. Sfortunatamente l’invenzione in questione non risulta associabile a nessuna opera finora nota del pittore veneziano. Questo non fu questo il primo contatto Maggiotto e la città sul Brenta. Il pittore veneziano infatti eseguì in un non ben specificato momento una pala con l’Educazione della Vergine per l’altare dedicato a Sant’Anna della chiesa di San Giovanni Battista. 106 Zulian, mentre dei quasi quarant’anni successivi alla caduta della Serenissima non si sa sfortunatamente ancora quasi nulla493 . Secondo quanto riportato da Giannantonio Moschini, che proprio in quegli anni stava scrivendo il suo Dell’Incisione in Venezia, la Calcografia Wagner chiuse infatti definitivamente i battenti il primo giugno del 1835, dopo quasi un secolo di intensissima attività e oltre millecinquecento incisioni pubblicate494 . 493 L’ultimo riferimento ad Angelo a noi noto risale al 19 dicembre del 1797, quando Giovanni Antonio Armano scrive a Giovanni Maria Sasso che “Viero o il Vagner o il Remondini vi scriverà” a proposito di una non precisata stampa che il collezionista desiderava acquistare, cfr. Tormen 2009(a), p. 458. Da segnalare che sempre Armano aveva scritto anni prima, il 3 aprile del 1788, al medesimo interlocutore, riguardo un acquisto di quadri per un certo Paoli: “Ma scriver al Vagner che nulla sa di quadri, e che solo va ciarlando per metter in malizia villani onde dopo scappatti li buoi chiudon la stalla, è vera pazzia”, ivi p. 168. 494 Moschini, [ms 1835 ca], ed. 1924, p. 114. La testimonianza di Moschini è l’unica rimastaci riguardante la chiusura definitiva della calcografia e la data che viene riportata dal poligrafo viene ripresa da tutta la bibliografia successiva riguardante Wagner e la sua bottega.107 5. La fortuna critica