Sonntag, 23. August 2026
APPENDICE 2 App(ress)o Wagndr Ven.a C.P.E.S.
Appendice 2
Testamento di Joseph Wagner
IN DEI AETERNI NOMINE, AMEN
1786 Iosephi Wagner q. Martini
Anno ab Incarnatione Domini Nostri Jesu Cristi Millesimo septingentesimo octuagesimo
sexto, Indi.ne Quarta, Die […] Vigesima septima maij; Rivo Alti:
Volendo il Sig. Giuseppe Wagner quondam Martino da me notaio infrascritto […]
conosciuto dispor delle cose sue sano perciò di mente, sensi, et intelletto, benché alquanto
incomodato di corpo, hà fatto chiamare me Giovanni Francesco Gabrieli […] alla casa
della sua solita habitazione posta in questa Città in Contrà di S. Zulian, e quivi sedendo
in letto, presenti li qui sottoscritti
Testij mi ha presentato la presente sua cedula testamentaria fatta scrivere, disse, dà
persona sua confidente, e dà esso Foglio per Foglio di proprio pugno in mia presenza
sottoscritta, quale fatto da luoco à testimonij gli fù per me notaio dà solo à solo letta dippoi
richiamati li Testimonij medesimi, l’hà alla loro presenza confermata, e mi hà pregato
accettarla negl’Atti miei, et in caso di sua morte aprirla, Publicarla, compirla, roborarla,
giusto le leggi; Interogato dà me notaio dell’ospital della Pietà Frate ? de’ poveri, Pia
Casa delle penitenti San Nicolò de’ Marinari, et altri ospitali e Luochi Pij, ordinati e
permessi dalle Leggi del Serenissimo principe, e della seconda cedula; Rispose, non voler
ordinar altro; Praeterea si-quis sinum autem
Testii Io Domenico Corazza di Gasparo fùi presente testimonio à detta Presentazione,
pregato e giurato
Io Zua Corazza di Gasparo fui presente testimonio à detta Presentazione, pregato, e
giurato
Segue la Cedola
A Gloria del Signor Iddio, e della Santissima Vergine Maria
In Venezia l’Anno di nostra salute Mille Settecento Ottanta Sei adì Vintiquattro Maggio.
Considerando io Giuseppe Wagner q. Martino nativo della città di Bregentium nella
Germania e da moltissimi anni domiciliante in Venezia, quanto certa è la morte, e quanto
incerto il tempo, a e l’hora di quella, trovandomi per la Grazia di Dio, quantunque
aggravato dagl’anni, e con qualche incommodo nella Salute sano di mente, sensi, et
intilletto, e volendo conforme il Santo Ricordo del Vangelo providere in Tempo alla
quiete dell’Anima mia, e della mia famiglia, perché stanti le cose, come sono della mia
Casa , e negozio non abbia ad insorgere amarezza e, discordia frà i miei doppo la mia
morte, ho rissolto disponere delle cose mie, volendo, che questa mia disposizione libera
et absoluta, quale dà persona mia confidente, e fedele ho fatta scrivere, e più volte dà me
letta abbia luogo di Testamento, di Codicillo, e di ultima, e diliberata mia volontà;
annullando perciò ogni e qualunque altro mio Testamento, Cedola, ò Codicillo, che fatto
avessi in passato, intendendo, e volendo, che in tutto e per tutto abbia e debba essere
osservato il presente come stà scritto, et ordino. //
Rivolto in primo luogo all’onnipotente signore Iddio le raccomando l’Anima mia perché
si degni ospitarla nel tremendo passo che farò dal tempo all’eternità, pregandolo per la
176sua infinita misericordia, e per la intercessione della Santissima Vergine Maria, e dei Santi
Maria e dei Santi Patriarca Giuseppe, e Antonio di Padova miei particolari Avocati, del
Santo Angelo mio Custode e di tutta la Corte Celeste di concedermi il perdono de’ miei
peccati et il Santo Dono della Grazia finale, acciò l’Anima mia separata, che sarà dal
Corpo, possa entrare nell’eterno riposo della Sua Gloria per li meriti del Nostro Sig: Gesù
Christo.
Per quello poi riguarda alla Sepoltura del mio Cadavere, ed ai Suffraggi per l’Anima mia,
mi riporto in tutto e per tutto all’amore e carità dell’infrascritto mio erede, e de’ miei
comissarij pregandoli, rapporto al Corpo di far ciò che senza pompa sia conveniente e
decente; e riguardo all’Anima tutto quello e quanto le suggerirà la Pietà, a cari-
Giuseppe Wagner quondam Martino affirmo //
Tà loro, alle quali mi raccomando, osservando in ciò le leggi del Serenissimo Principe.
Essendo mia vera premura di poter sistemare prima del mio morire la mia Famiglia e
negozio, perché rimaner possa quella tranquilla e questo in grado di poter comodamente
supplire a tutti li agravij, impegni, e debiti; che lascio ove? fatto ancora non fosse dal
mio Figliolo Angelo e Sig. Gasparo Furlanetto mio Compagno nel Comercio della sola
Bottega, un’esatto Bilancio dello stato del medesimo, come da lungo tempo lo ricerco, et
eccito , e voglio, che questo dà miei Comissarij sia con sollecitudine, et esatezza formato,
e così ancora un’ incontro, ad inventario di tutti li miei Rami, Crediti, Effetti, Mobili ed
dà quali incontri a bilancio comparando l’Asse intiero della mia facoltà li prezi, et utili
del negozio, tanto della Bottega che de’ miei Rami, possa, e debba da essi esser poste
quelle providenze, che alla natura de’ fatti, ed alla cauzione degl’obblighi, che lascio,
fossero necessarie ò conveniente al buon ordine.
E poiché la morte discioglie, e rompe ogni Compagnia degl’uomini, se al termine del mio
vivere consumata non fosse, o disciolta la Compagnia dà me fatta col Sig. Gasparo
Furlanetto quondam Santo del solo negozio dà stampe della Bottega posta nella mia casa
à S. Giuliano, come risulta da due Private Scritture, una dell’anno 1771 primo Genaro
M.V qual ebbe l’intiero e perfetto suo termine; l’altra dell’anno 1776 10 Agosto per il
corso d’anni quindici colle condizioni, e patti, che in quella si leggono, doveranno li
infrascritti miei Comissarij, fatto l’invintario, e Bilanzio del negozio suddetto liquidare
con detto Sig. Gasparo Furlanetto li nostri Conti, fare le divisioni, e pareggiare il credito
o, debito delle Parti l’una verso l’altra con tanti effetti del negozio, come dichiara il nono
Capitolo di detta Scrittura.
E perché ancora nell’anno 1783 15 Giugno ho emancipato, quanto alla Paterna Potestà,
non quanto ai Beni, il Sig. Angelo mio Figliolo, così dal medesimo ricercato, e perché
ancora, avendo esso in seguito voluto collocarsi in matrimonio con la signora Angela
Rubelli ad escire dalla Casa Paterna, potesse allora avere un equo provedimento, ed
incoraggiarlo più ad assistere con impegno, e premura al comercio della Bottega
Giuseppe Wagner q. Martin affirmo //
E negozio sudetti, li ho fatto con scrittura del 15 Luglio dello stesso anno 1783 una
cessione, e rinoncia da avere effetto al tempo solo della mia morte di tutto il capitale, che
di mia Ragione si troverà allora essere nella Compagnia con Sig.r Gasparo Furlanetto,
assegnandole intanto il terzo degli utili, detratti gli aggravij, tanto sopra la metà a me
177spettante del negozio Compagnia della Bottega, quanto dell’altro dà quello sgravato de’
miei Rami, così dichiaro volere che tanto questo dei Rami, quanto quello della Bottega
abbia doppo la mia morte a corrispondere agl’obblighi da me incontrati, a che ordino sino
alla loro intiera estinzione, come pure a tal’effetto di commune consentimento del mio
Figliolo è stata detta mia cessione, e rinuncia nel primo capo Regolata, e dichiarata.
Usando il Sig. Angelo mio Figliolo di quella grata riconoscenza, et ossequio che deve un
Figliolo Verso del Padre, sciolta, che sarà la Compagnia del Sig. Gasparo Furlanetto,
siccome per mantenere in vigore il comercio delle stampe bisogna continuamente fare de’
nuovi Rami di soggetti variati, come Io ho sempre procurato di fare, e perché ancora la
Custodia e Conservazione dei Rami stessi esigge l’attenzione d’un proffessore, così
consiglio il detto mio Figliolo a fare per tale oggetto Compagnia col di lui Cognato e mio
genero Sig. Fabio Berardi incisore in Rame, e Huomo onesto, e dabbene, convenendo frà
loro que patti, modi e condizioni che possono essere più convenienti e propone a stabilire
una confidente alleanza da buoni congionti, come sono, accertando detto mio Figlio che
ciò facendo farà una cosa grata alla memoria di suo Padre.
Ritrovandosi in Casa in stato ancora di nubile Donzella l’amata mia figlia Domenica,
ordino e voglio, che dagl’infrascritti miei Comissarij et erede al caso del suo maritare le
sia assegnato, e corrisposto, e dato in ragione e per titolo di sua dote del corpo della mia
facoltà, e negozio, ducati duemille, e cinquecento contati come ho costituito, e fatto colle
altre due mie Figlie già maritate e rimanendo la detta mia Figlia in casa col suo Fratello,
dovrà dal medesimo essere mantenuta decentemente
Giuseppe Wagner q. Martino affermo //
Vestita, e provvista di tutto il suo neccessario, come al presente io faccio ed ho fatto,
volendo oltre ciò che alla medesima le sia corrisposto ducati dieci contati per anno per
farne quell’uso, che le piacerà, nel caso, che la medesima convivere non potesse con il
fratello, e fosse costretta uscire dalla di lui casa debbano li miei Comissarij et erede
assignarle et pagarle degl’utili e cassa del Negozio ducati Cento e trenta correnti per anno,
compresi li ducati dieci soprascritti, e questi divisi in ratte quattro di ducati trentadue,
grossi dodici per ratta di mesi tre in mesi tre sempre anticipatti e possa la mia diletta figlia
nel caso che li miei Comissarij, et eredi mancassero dal puntuale pagamento, far valere il
suo titolo, et escorporare dall’asse mia facoltà, e negozio il Capitale di ducati duemille e
cinquecento che per conto di sua dotte le costituisco, et assegno, volendo però in tale caso,
che detto capitale debba essere cautamente investito per il suo mantenimento, e possa di
quello liberamente soltanto disponere al tempo della sua morte, avendo sempre in vista
di beneficare le persone a lei più congiunte, e di sangue; Accadendo alla detta mia Figlia
l’occasione di maritarsi, allora dovendo il mio erede consegnarle la dotte, che le ho
assegnata, non possa il medesimo essere costretto a ciò fare, se non doppo seguita
Affrancazione del residuo Capitale dotale che restami a pagar alle altre due mie figlie
maritate, et intanto dovrà il mio erede pagarle annualmente in ragione di […] al quattro
per cento ducati cento, contati .come ho fatto coll’altre due sorelle.
Item Ordino, e voglio, che la Signora Camilla Cappellan, mia dilettissima consorte, quale
mi ha dato in ogni tempo attestati di vero amore et assistenza, che dall’infrascritto mio
erede, convivendo la stessa con lui, debba essere bene trattata, mantenuta e provista
dell’intiero suo bisogno del Vitto e vestito, e sia, e debba essere considerata qual capo
della famiglia, qual abbia la direzione e Governo della Casa come al presente esercita, e
178di più ordino, e voglio, che alla medesima dà miei Comissari et erede le sia corrisposto
annualmente sua vita durante ducati vinti contati per le private sue spese; alla stessa D.
disposti, a differenze domestiche
Giuseppe Wagner quondam Martin affermo //
O per qualsivoglia altro legittimo motivo non potesse convivere col mio erede e sua
Famiglia, e dovesse per tal causa levarsi dalla sua Casa, ordino e voglio, che in tal caso
possa la medesima con se asportare tutto quello che è del suo uso, cioè Letto, mobili della
Camera, Abiti, Biancherie o qualunque cosa che sia della sua specialità, a portare; et allora
voglio obbligato il mio erede di corrispondere alla detta mia consorte per il suo
mantenimento, ducati cento quaranta contati per anno, finchè piacerà a Dio Signore
lasciarla in questo lagrimevole Pellegrinaggio, quali ducati cento e quaranta, compresi li
ducati Vinti sopra dichiariti, doveranno essere ripartiti in ratte quattro di mesi tre l’una, e
di ducati trentacinque per Rata sempre anticipati dà aver principio dal giorno dalla sua
partenza dalla Casa; Mancando il mio Erede, e Commissarij al pontual Pagamento delli
ducati cento e quaranta contati, come ordino, dovesse per tal cagione la detta mia
Consorte pensar il suo mantenimento, intendo et voglio in tal caso, che la medesima possa
escorsporare dalla mia facoltà e negozio tanta parte di capitale, che sia sufficiente a
formare un vitalizio fruttante la summa delli sopra assegnati annui ducati cento, e
quaranta, dandole facoltà ancora di poter disporre al tempo della sua morte di tutto quello
avesse asportato, et avess - per suo uso, come di sopra ho dichiarito, pregandola in ciò di
prediligere imparcialcimenti li suoi Figlioli tutti, come spero farà, perché li ama.
Item lascio alle mie due Figliole Anna Maria, e Teresa ambidue maritate ducati dieci
contati per cadauna, e per una sol volta; e poiché verso le medesime sono debitore del
resto ancora della loro dotte, cioè alla signora Anna Maria consorte del Sig. Fabio Berardi
di ducati Mille correnti, et alla Signora Teresa moglie del Sig. Paulo De Vecchi di ducati
millecinquecento contati, così ordino, e voglio, che dal mio erede e Comissarii siano entro
il termine d’anni sei affrancati detti miei debiti, et in danaro contante in una sol volta, o
in più, come piacerà alle medesime di ricevere detta affrancazione, et intanto conseguir
doveranno sopra il respettivo loro Capitale residuato il frutto del quattro per cento, come
sin’ora ho loro pagato; e non venendo doppo detto termine pagato dal mio erede, e
commissarj affrancato e pagato detto loro residuato credito, sieno in libertà di far valere
il loro titolo per conseguire il loro
Giuseppe Wagner q.m Martino affirmo //
pagamento e saldo
Item, salve le cose tutte come sopra essendo il Fondamento d’un valido Testamento la
instituzion dell’erede, perciò lascio, instituisco, e nomino erede universale, et ordinario il
Sig. Angelo mio Figliolo di tutti li miei Beni mobili, e stabili, in qualunque luogo posti,
negozio, denari, crediti, capitali, azioni, e ragioni tutte, che mi appartengono,
appartenermi possono in ogni tempo per via di lasciati di eredità, e altro titolo, intendendo
e volendo che di tutto questo salve le cose tutte da me ordinate e che ordino, possa
liberamente godere, e disponere, e fare quel tutto che meglio le piacerà; confidando che
sarà fedele esecutore della mia volontà; e che mediante la di lui buona condotta, et
amministrazione del negozio, e del buon ordine, et attenzione degl’infrascritti miei
179Commissarij, pagati, e soddisfatti tutti gli aggravij, debiti, et obblighi, che lascio, avrà un
sufficientissimo Patrimonio per onestamente mantenere la sua Famiglia, e con decoro.
Raccomandandolole per conclusione e con tutta l’efficacia di Padre l’ossequio e l’Amore
a sua madre, il Santo Timor di Dio, et un caritatevole attaccamento alla di lui sorella
Domenica, qual resta in casa pregandoli tutti, e con tutto il fervore dell’animo mio di
custodire la Santa Pace, e di amarsi e di avere fra loro una perfetta unione, confidenza, e
amicizia per meritare la benedizione del Signore, promessa à tutti coloro che adampiscono
questi Santi doveri della Fraterna Cristiana Carità.
Item lascio alla diletta mia nuora Signora Angela Rubelli Wagner in segno del mio
attaccamento, e amore ducati venti contati per una sola volta, raccomandando ad essa
pure di aver a cuore la Pace della famiglia, e di mantenere colla sua saggia condotta, e
prudenza la unione e buona armonia degl’animi degli individui; sicchè si possa dire
esservi nella sua Casa un solo cuore diviso in tante persone; pregandola in ogni accidente
di quastione a volersi ricordare questa mia premurosissima raccomandazione.
Item lascio ai miei carissimi generi Sig. Fabio Berardi e Sig.r Paulo de Vecchi, ed ancora
dell’amato mio nipote Carlo Wagner
Giuseppe Wagner q.m Martino affermo //
ducati dieci contati per cadauno per una sola volta in segno del mio attaccamento et
Amore.
Item lascio al Sig. Gasparo Furlanetto mio compagno nel Negozio della Bottega in
contrassegno di amicizia, e di gratitudine per la sua assistenza in varij incontri prestatami
ducati vinticinque correnti, e per una volta tanto.
Item […] I Commissarij, et esecutori di questo mio testamento et ultima mia volontà
nomino et dichiaro li Sig. r Giuseppe Carlo Zucchi q.m Francesco, Pietro Passalacqua
q.m Gio Battista pregandoli per l’amore e la buona amicizia, che mi proffessano di
accettare il carico, che loro addosso e di prestare tutta le loro attenzioni e premure
unitamente col mio Figliolo et erede, perché siano eseguite le cose tutte che ordino, dando
loro piena facoltà di potersi far mostrare in ogni tempo i libri del negozio, di esaminarli,
e dimandarli, e formare ogni anno, quando a loro parerà il Generale Bilancio del Negozio,
fare incontri, et esami della amministrazione del mio erede per conoscere intimamente lo
stato in cui procedono gli affari, e portarci quelle providenze che la prudenza loro
conoscerà necessarie alla circostanza dei fatti; dando ancora facoltà a ciascheudno di loro
due, che nel caso di mancanza, ò Rinoncia del suo Collega deleggersi altra persona, che
a lui piaccia, e colle stesse facoltà colle quali esso viene da auttorizatto, a ciò in ogni
tempo il tutto proceda con metodo e facoltà sino all’intiero compimento e termine di
quanto prescrivo, e ordino, come confido che seguirà per la loro attenzione e buona
amicizia in gratitudine // della quale, e per contrassegno della mia stima
Della quale a contrassegno della mia stima lascio per memoria a detti due miei
Commissari, oncie dieci d’argento per cadauno e per una sola volta.
Giuseppe Wagner q.m Martino affermo
E così ordino, e così voglio che tutto sia fatto, et eseguito, come stà scritto, e dichiaratto
in questo mio Testamento ed ultima mia Volontà, firmandolo colla mia sottoscrizione di
mano propria sotto ad ogni pagina, e sia il tutto à Gloria del Signore e per la pace della
mia Famiglia e Congiunti.
180Giuseppe Wagner quondam Martin affermo
E qui è il fine della suddetta Cedula
Die decima nona Iulij millesstecento ottanta sei
Publicatum, stante morte Supras.i domini Iosephi Wagner testatoris ad instrumentum
Domini Angeli Wagner eius Filii et intimata Parte officii super [Aquis]
Solutis Aquis numero 747
Ego Io: Franciscus Gabriel p.v.n
Complevi et roboravi
Venezia, Archivio di Stato, Notarile, atti Giovan Francesco Gabrieli, b. 7669, n° 17, cc.
4110v.-4111r.
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