Sonntag, 23. August 2026
APPENDICE 1 App(ress)o Wagne XLlll r Ven.a.
Appendice 1
Regesto
1) 1741, 14 ottobre, Londra
A Londra, davanti al notaio Thomas Booking, Marc’Antonio Carpentier, Giovanni
Ciarpin, Adamo Scola, Gian Battista San Michele e Gaetano Scarpettini, intimi amici di
Wagner residenti a Londra, dichiarano che durante il periodo trascorso nella città inglese,
“per lo spazio di sette anni o incirca”, l’austriaco ha sempre dimorato in Great
Malborough Street ed “è stato sempre tenuto per Giovane non ammogliato, ed essi non
hanno mai sentito dire neppure credono ch’egli sia stato giammai ammogliato”.
Venezia, Archivio Storico del Patriarcato, Examinum Matrimoniorum, b. 221, allegato
alla c. 234.
Pubblicato in Gallo 1941, pp. 209-210.
2) 1742, 3 gennaio, Bologna
Francesco Catogni e Aurelio Castagna dichiarano che Wagner visse celibe durante il
periodo trascorso a Bologna dal settembre del 1729 all’ottobre 1732.
Venezia, Archivio Storico del Patriarcato, Examinum Matrimoniorum, b. 221, allegato
alla c. 234.
Pubblicato in Gallo 1941, p. 209.
3) 1742, 20 maggio, Grünenbach
A Grünenbach il religioso Anselmus Maijhoffer dichiara che Wagner celibe visse fino al
1729.
Venezia, Archivio Storico del Patriarcato, Examinum Matrimoniorum, b. 221, allegato
alla c. 234.
Pubblicato in Gallo 1941, pp. 208-9.
4) 1742, 6 giugno, Venezia
Documento stilato a Venezia in vista del matrimonio tra Wagner e Camilla Capellan, nel
quale viene dichiarato che “Iseppo Wagner capitato in Ven.a nel mese di Agosto 1739,
dove ha dimorato e dimora sin al pnte, ora dimorante nella Par.ca di S. Giuliano” e
“Camilla Alouisa q. Agnolo Capellan. Veneta, d’eta d’anni 26 c: ha dimorata in Ven.a
dalla sua nascita sin al pnte, ora abitante nella Par.c di S. Gregorio e sono ambedue liberi
e sciolti da ogni obbligo o promessa di matrimonio”.
(Citato in Gallo 1941, p. 208; pubblicato in Hennessey Griffin 1983, pp. 290-292).
Seguono le testimonianze.
Bernardo Cavagnis della Congregazione dei padri Somaschi testimonia sotto giuramento
il celibato di Wagner, affermando di conoscerlo da due anni “praticandolo io nella sua
Bottega, et egli nel nostro Convento, so che in Venezia libero da ogni obbligo o promessa
di matrimonio”.
Felice Petricini, pittore veneziano di anni 60, testimonia sotto giuramento il celibato di
Wagner, affermando di conoscerlo da tre anni, “perché capitò in Venezia diretto a me e162sia al giorno presente praticandolo giornalmente con tutta la familiarità e confidenza so
che in Venezia non è maritato”.
(Citato in Gallo 1941, p. 173).
Il documento si conclude con la dichiarazione firmata di Wagner.
Venezia, Archivio Storico del Patriarcato, Examinum Matrimoniorum, b. 221, cc. 234r-
234v.
5) 1743, 5 luglio, Venezia
Wagner afferma di aver ricevuto un pagamento di “trentatre felippi” tramite Anton Maria
Zanetti il Vecchio per “un paese da me intagliato per conto dell’Ill.mo Signore Marchese
Andrea Gerini”.
Firenze, Archivio di Stato, Fondo Gerini, 1437, b. 23, Ricevute 1741-1744.
Pubblicato in Ingendaay 2013, II, p. 183.
6) 1743, 29 settembre, Venezia
Presso la parrocchia di San Zulian viene battezzato Giovanni Battista Giacomo, figlio di
Wagner e Camilla Capellan.
Padrino di battesimo: Jacopo Amigoni “stà a Santa Soffia”.
Venezia, Archivio Storico del Patriarcato, Registri dei Battesimi, Parrocchia di San
Zulian, b. 121, c. 194r.
7) 1744, 2 febbraio, Venezia
Wagner scrive di aver ricevuto un pagamento di “filippi trenta tre” tramite Anton Maria
Zanetti il Vecchio per un rame di una veduta di Firenze.
Firenze, Archivio di Stato, Fondo Gerini, 1437, b. 23, Ricevute 1741-1744.
Pubblicato in Ingendaay 2013, II, p. 183.
8) 1744, 27 dicembre, Venezia
Presso la parrocchia di San Zulian viene battezzata Maria Teresa Elisabetta figlia di
Wagner e Camilla Capellan.
Padrino di battesimo: Davide Antonio Fossati q. Giorgio “stà a S. Marina”.
Venezia, Archivio Storico del Patriarcato, Registri dei Battesimi, Parrocchia di San
Zulian, b. 121, c. 206r.
9) 1745, 27 febbraio, Venezia
Wagner dichiara di aver ricevuto tramite Anton Maria Zanetti il Vecchio “la suma di
filippi ventti effetivi quali me li paga a conto d’intagli per il Signore Marchese Andrea
Gerini di firenza.”, “Più libri due in passato delle Vedute di Firenze per tenerne conto col
suddetto Signore Marchese” e “lire venttisei e soldi otto per conto di detto Signore
Marchese”.
Firenze, Archivio di Stato, Fondo Gerini, 1437, b. 24, Ricevute 1745-1748.
Pubblicato in Ingendaay 2013, II, p. 183.
10) 1745, 27 marzo, Venezia
Wagner dichiara di aver ricevuto tramite Anton Maria Zanetti il Vecchio “la suma di filipi
dieci per conto del Ill.mo Signore Marchese Andrea Gerini di fiorenza”.
Firenze, Archivio di Stato, Fondo Gerini, 1437, b. 24, Ricevute 1745-1748.
163Pubblicato in Ingendaay 2013, II, p. 183.
11) 1745, 21 maggio, Venezia
Wagner dichiara di aver ricevuto tramite Anton Maria Zanetti il Vecchio “la suma di filipi
trentadue e ciò per conto d’intaglio fatto per l’Ill.mo Marchese Andrea Gerini”.
Firenze, 1437, Archivio di Stato, Fondo Gerini, b. 24, Ricevute 1745-1748.
Pubblicato in Ingendaay 2013, II, p. 183.
12) 1745, 1 luglio, Venezia
Wagner risulta domiciliato al numero 167 di Merceria San Zulian nel sestiere di San
Marco con la moglie e due figli piccoli, pagando d’affitto 120 ducati.
Venezia, Archivio di Stato, Provveditori alle pompe, b. 13, n° 7, Nota di tutti gl’abitanti
in contrà di San Zulian.
Pubblicato in Hennessey Griffin 1983, p. 302.
13) 1745, 23 settembre, Venezia
Wagner “da santi” risulta domiciliato in Merceria San Zulian.
Venezia, Archivio di Stato, Provveditori alle pompe, b. 13.
14) 1746, 13 febbraio, Venezia
Presso la parrocchia di San Zulian viene battezzata Anna Maria Epifania, figlia di Wagner
e Camilla Capellan.
Padrino di battesimo: Alessandro Camelati q. Tommaso “Scudier di Sua Serenità stà al
P.te di Rialto”.
Venezia, Archivio Storico del Patriarcato, Registri dei Battesimi, Parrocchia di San
Zulian, b. 121, c. 216.r.
15) 1747, 28 maggio, Venezia
Presso la parrocchia di San Zulian viene battezzata Anna Maria Giovanna, figlia di
Wagner e Camilla Capellan.
Padrino di battesimo: [?] q. Pietro, mercante “stà a SS Apostoli”.
Venezia, Archivio Storico del Patriarcato, Registri dei Battesimi, Parrocchia di San
Zulian, b. 121, c. 226r.
16) 1747, 27 novembre, Venezia
Davanti al notaio Giuseppe Uccelli, Wagner e Jacopo Amigoni istituiscono ufficialmente
la società del “Negozio de Rami a stampa e carte stampate”. I due soci stabilirono che la
compagnia avrebbe avuto la durata di 29 anni continui.
Testimoni: Alessandro Cameladi, q. Tommaso, Nicola Valledi q. Paolo.
Archivio di Stato di Venezia, Notarile, atti Giuseppe Uccelli, b. 13244, n° 380, cc. 498r-
501r.
Pubblicato in Montecuccoli degli Erri 1999, pp. 222-223.
17) 1748, 24 aprile, Venezia
La casa e la bottega di Wagner risultano ambedue situate in Merceria San Zulian.
Venezia, Archivio di Stato, Provveditori alle Pompe, b. 17.
Pubblicato in Montecuccoli degli Erri 1999, p. 225.
16418) 1748, 11 luglio, Venezia
Wagner, residente in Merceria San Zulian nel Sestiere di San Marco, paga d’affitto 110
ducati “per casa e bottega al Sig. Zan Batta Persego”.
Venezia, Archivio di Stato, Dieci Savi alle decime, b. 152.
Pubblicato in Scarpa Sonino 1994, p. 43.
19) 1748, 18 settembre, Venezia
Presso la parrocchia di San Zulian viene battezzato Angelo Antonio, figlio di Wagner e
Camilla Capellan.
Padrino di battesimo: Angelo Pele q. Martino, “stà a S. Severo”.
Venezia, Archivio Storico del Patriarcato, Registri dei Battesimi, Parrocchia di San
Zulian, b. 121, c. 234r.
20) 1749, 15 marzo, Venezia
Lettera di Wagner al marchese Andrea Gerini.
Wagner scrive al marchese Gerini a Firenze di aver dato a un certo Donato Martini una
lettera di cambio del valore di “zechini vintequatro, qualli sarano à conto delle vedute
vendutto per conto di VS Ill.ma abbenche io tengo ancora credito di medesime in
Ingeltera, rincontrarò di lei conto, et il medesimo sarà saltatto quanto prima confermo il
mio debito”.
Firenze, Archivio di Stato, Conti e Ricevute Carlo Francesco e Andrea fratelli Gerini,
1714-1726.
Pubblicato in Ingendaay 2013, I, p. 376, II, p. 183.
21) 1749, 2 aprile, Venezia
Richiesta di privilegio (copia).
Wagner presenta ai Riformatori dello studio di Padova una richiesta di privilegio
privativo delle stampe uscite dalla sua bottega per tutelare la sua produzione dai plagi che
venivano perpetrati a suo danno.
Dietro la copia conservata nei registri dell’Avogaria di Comun è apposta una scritta in
latino nella quale Wagner si impegna a non fare causa alla ditta di Giambattista
Remondini.
Venezia, Avogaria di Comun, b. 78, c. 45v.
Pubblicato in Gallo 1941, pp. 172-173.
22) 1750, 20 gennaio, Venezia
I Riformatori dello Studio di Wagner esprimono un parere positivo relativo alla richiesta
di privilegio presentata dal Wagner il 2 aprile del 1749, in virtù del fatto che “La
delicatezza, l’esquisito lavoro, e l’industria, con cui si affaticò il Wagner di promovere
riputazione a propri lavori, ridotti leggiadri, ben intesi e ben travagliati, produssero li
notabili vantaggi di allontanar da Venezia il concorso delle forastiere e traere in questa
Città le commissioni e quel denaro che prima passava a beneficio altrui”.
Archivio di Stato di Venezia, Riformatori dello Studio di Padova, (documento perduto).
Pubblicato in Gallo 1941, pp. 173-174.
23) 1750, 24 gennaio, Venezia
165Il Senato concede a Wagner il privilegio privativo di quindici anni su ogni stampa
licenziata dalla sua bottega.
Archivio di Stato di Venezia, Riformatori dello Studio di Padova, b. 23, cc. 80r-81v.
Pubblicato in Gallo 1941, p. 175.
24) 1750, 8 maggio Venezia
La bottega di Wagner risulta essere situata in “Marzaria per andar all’Orologio”, mentre
la “Casa a S. Bortolamio”.
Venezia, Archivio di Stato, Provveditori alle Pompe, S. Marco, b. 16.
Pubblicato in Montecuccoli Degli Erri 1999, p. 225.
25) 1750, 25 luglio, Venezia
Wagner risulta domiciliato a San Bartolomeo in Corte Nova nel sestiere si San Marco,
pagando un affitto di 110 ducati.
Venezia, Archivio di Stato, Provveditori alle Pompe, S. Marco, b. 16.
Pubblicato in Montecuccoli Degli Erri 1999, p. 225.
26) 1750, 24 settembre, Madrid
Nel suo testamento, Jacopo Amigoni afferma di avere con la moglie Anna Maria
Marchesini “Negozio de Esttampas ed Soziedad del Vagner, en la Ciudad de Venezia el
qual devera esttar y queremos estte permanentte, sin que nunca se ponga proyectto alguno
de dividir su Capittal, por cuia dibision decaezca y disminuia”.
Madrid, Archivio Historico-Provincial, prot. 16767, cc. 422r.-425v.
Pubblicato in Urrea Fernandez, 1977, pp. 451-453.
27) 1751, 6 febbraio, Venezia
Lettera di Wagner a Giambattista Remondini.
Wagner scrive a Remondini che il motivo del ritardo nella consegna delle incisioni da lui
commissionate (una serie di stampe da Pietro Longhi) è il disagio dovuto al trasloco a
causa del “pesimo sito o sia bottega tenutto finora per modo e provision”. L’incisore
continua dicendo che “finora è provisto l’intagliattore e disignattore, ma con stento si
troverà li quadri che siano a proposito; tuttavia si farà con diligenza”.
Bassano del Grappa, Biblioteca Civica, Epistolario Remondini, XXIV 5.6989.
Pubblicata parzialmente in Marini 1994, pp. 406-408; pubblicata integralmente in Cortese
2002, p. 400.
28) 1751, 17 aprile, Venezia
Lettera di Wagner a Giambattista Remondini.
Wagner scrive a Remondini si essersi stabilito nella nuova abitazione e lo informa che un
intagliatore “livornese” sta terminando uno dei rami raffiguranti i dipinti di Pietro Longhi
da lui commissionati.
Bassano del Grappa, Biblioteca Civica, Epistolario Remondini, XXIV 5.6990.
Pubblicata parzialmente in Marini 1994, pp. 406-408; pubblicata integralmente in Cortese
2002 pp. 402-403.
29) 1751, 1 maggio, Venezia
Lettera di Wagner a Giambattista Remondini.
166Wagner si scusa con Remondini del fatto che l’intagliatore livornese si sia recato a
Bassano con una matrice non conclusa “poiché lui doveva qui farsi correggere le prove e
ridure il rame senza portarsi così imporovisamente a Bassano fuor di tempo e luogho di
potter terminar detto rame”. Continua dicendo che l’incisore tornerà a Venezia “dove sarà
assistito e dal signor Lunghi e da me, per renderLa sodisfato e contentto” e che Longhi
sovraintenderà l’esecuzione dei quattro disegni per le stampe, mentre per quanto riguarda
l’intaglio “di concerto con il signor Longhi dirò sempre la mia oppinione per quello che
si speta la mia profesione”.
Bassano del Grappa, Biblioteca Civica, Epistolario Remondini, XXIV 5.6991.
Pubblicata parzialmente in Marini 1994, pp. 406-408; pubblicata integralmente in Cortese
2002, pp. 405-406.
30) 1751, 13 maggio, Venezia
Lettera di Wagner a Giambattista Remondini.
Riferendosi al rame raffigurante un’invenzione di Petro Longhi commissionatagli da
Remondini, Wagner scrive “io per certo non mi posso prendere l’impigno di rittocarlo
non havend’io il tempo bé il giovano occupato per me, bensì, per servire Vostra Signoria,
mi contentto di farlo terminare dal’istesso livornese quando ritorna a Venezia”
assicurando il bassanese che avrebbe fatto lavorare l’incisore livornese sotto la sua
supervisione.
Bassano del Grappa, Biblioteca Civica, Epistolario Remondini, XXIV 5.6992.
Pubblicata parzialmente in Marini 1994, p. 408; pubblicata integralmente in Cortese
2002, pp. 407-408.
31) 1751, 21 agosto, Venezia
Lettera di Wagner a Giambattista Remondini.
Wagner scrive a Remondini che gli risulta difficile portare a termine la commissione delle
stampe raffiguranti prototipi di Pietro Longhi.
Bassano del Grappa, Biblioteca Civica, Epistolario Remondini, XXIV 5.6993.
Edizione integrale in Cortese 2002, p. 408.
32) 1751, 4 ottobre, Venezia
Presso la parrocchia di San Zulian viene battezzata Rosa Maria, figlia di Wagner e
Camilla Capellan.
Padrino di Battesimo: Pietro Roselli q. Giuseppe “sta a San Vidal”.
Venezia, Archivio Storico del Patriarcato, Registri dei Battesimi, Parrocchia di San
Zulian, b. 121, c. 236r.
33) 1752, 29 dicembre, Venezia
Assieme allo scultore Giovanni Maria Morlatier, Wagner viene chiamato testimoniare il
fatto che Giovanni Battista Piranesi, durante il periodo trascorso a Venezia dal 1745
all’agosto del 1747, non avesse preso moglie.
Venezia, Archivio Storico del Patriarcato, Matrimonia Forensium, reg. 312, cc. 37r-38v.
Pubblicato in Moretti 1983, pp. 132-135.
34) 1753, 26 agosto, Venezia
167Presso la parrocchia di San Zulian viene battezzata Domenica Maria, figlia di Wagner e
Camilla Capellan.
Padrino di battesimo: Giovanni Battista Passalacqua q. Pietro, “sta a S. Bartolamio”.
Venezia, Archivio Storico del Patriarcato, Registri dei Battesimi, Parrocchia di San
Zulian, b. 121, c. 269v.
35) 1754, 10 aprile, Venezia
Wagner e Pietro Roselli, il rappresentante degli interessi di Maria Antonia Marchesini,
vedova Amigoni, si incontrano dal notaio Giovanni Uccelli per decretare lo scioglimento
della vecchia Compagnia “del Negozio da Stampe” e la costituzione di una nuova società
della durata di cinque anni.
Viene poi trascritta la procura assegnata a Roselli a Madrid il primo maggio 1753,
rilasciata dal notaio Vincenzo di Castroverde (testimone Charles-Joseph Flipart) la cui
firma venne legalizzata a Venezia dal console Gabriele Rombenchi, il primo marzo del
1754.
Testimoni: Valentino Tedeschi q. Domenico, Marcellini q. Marcellini.
Venezia, Archivio di Stato, Notarile, atti Giuseppe Uccelli, b. 13244, n° 46, cc. 51v-55r.
Pubblicato in Montecuccoli degli Erri 1999, p. 222.
36) 1755, 2 luglio, Venezia
Wagner compare assieme a Santo Furlanetto come testimone di nozze di Francesco
Bartolozzi e Lucia Ferro, celebrato il 2 luglio del 1755 nella parrocchia di San Pietro di
San Giuliano.
Venezia, Archivio Storico del Patriarcato, Curia Ex Matrimoniorum, b. 358.
Pubblicato in Jatta 1995, p. 16.
37) 1759, 5 ottobre, Venezia
Wagner e Pietro Roselli, procuratore di Maria Antonio Marchesini, vedova Amigoni, si
incontrano dal notaio Giuseppe Uccelli per sancire la conclusione della società Wagner-
Amigoni.
Testimoni: Gaetano Bossi q. Giovanni Battista.
Venezia, Archivio di Stato, Notarile, atti Giuseppe Uccelli, b. 13310, minute, n° 230.
Pubblicato in Montecuccoli degli Erri 1999, p. 224.
38) 1762, 20 aprile, Venezia
Lettera di Wagner a Giambattista Remondini.
Wagner scrive Remondini di non provare alcun risentimento per i danni a lui inferti in
passato (probabilmente si riferisce al plagio delle stampe), e lo esorta “per atto di carità a
desistere colla passata perssecuzione e scrivermi sinceramente quello possa essere i
motivi, che sarà sempre pronto fare quella parte che conviene ad un galantuomo, e
renderGliene raggione di quanto ci dfosse state rifferito a mio svantaggio e dimandarLi
compatimento in quello pottesse haverLo offeso involontariamente”.
Bassano del Grappa, Biblioteca Civica, Epistolario Remondini, XXIV 5.6994.
Pubblicata in Cortese 2002, pp. 410-411.
39) 1763, 25 gennaio, Venezia
Lettera di Giovanni Volpato a Giambattista Remondini.
168Giovanni Volpato informa Remondini che Wagner stava in quel momento intagliando
“Baccanali del Lazzarini mà un poco lascivi”.
Bassano del Grappa, Biblioteca Civica, Epistolario Remondini, XXIII.8, lettera n° 6677.
40) 1764, 23 giugno, Venezia
Lettera di Wagner a Giambattista Remondini.
Wagner scrive a Remondini di aver spedito a Bassano “un fagotto carte stampate” per
conto di Giuseppe Magro di Castel Tesino, di modo che quest’ultimo possa spedire sia le
sue carte che quelle comprate da Remondini ad Augusta.
Bassano del Grappa, Biblioteca Civica, Epistolario Remondini, XXIV 5.6995.
Pubblicata in Cortese 2002, p. 411.
41) 1766, 7 maggio, Venezia
Wagner nomina suo procuratore Antonio Buffa di Pieve Tesino con facoltà e autorità di
riscuotere crediti per suo conto nel territorio della “Giurisdizione di Vani Contea del
Tirolo”.
Testimoni: Anton Maria Zanetti q. Giuseppe, Antonio dal Vago, Comandante pubblico.
Venezia, Archivio di Stato, Notarile, atti Giovan Francesco Gabrieli, b. 7660, n° 53, cc.
2229r.-2229v.
42) 1766, 11 settembre, Venezia
Wagner nomina suo procuratore Paolo Cacciari Ballarini di Bologna con facoltà e autorità
di riscuotere crediti dalla ditta del fù Petronio Ruinetti di Bologna.
Testimoni: Angelo Gabrieli q. Carlo, Anton Maria Zanetti q. Giuseppe.
Venezia, Archivio di Stato, Notarile, atti Giovan Francesco Gabrieli, b. 7660, n° 127, cc.
2285r.-2285v.
43) 1766, 11 settembre, Venezia
Wagner nomina suo procuratore Giovanni Del Negro abitante di Livorno con facoltà e
autorità di riscuotere crediti da Pietro Bugarelli.
Testimoni: Angelo Gabrieli q. Carlo, Anton Maria Zanetti q. Giuseppe.
Venezia, Archivio di Stato, Notarile, atti Giovan Francesco Gabrieli, b. 7660, n° 128, cc.
2286r.-2286v.
44) 1768, 31 maggio, Venezia
Lettera di Wagner a Giambattista Remondini.
Wagner scrive a Remondini di aver saputo tramite il “compare Volpatto” che i tansadori
dell’arte dei Miniatori gli avevano aumentato l’importo della tansa del taglion, e lo
informa che, pur essendo egli tansadore in carica per quell’anno, “non ho volluto havere
nissuna parte di fare la tanssa, nemeno a presentarla al maggistrato come è dovere d’i
tanssattori” e che “se io avesse saputo tal cosa nel termine che accorda il principe per
pottere addure le sue raggione, sarrei statte il primo a concorrere a Sua difesa”.
Bassano del Grappa, Biblioteca Civica, Epistolario Remondini, XXIV 5.6996.
Pubblicata in Cortese 2002, pp. 412-413.
45) 1768, 27 agosto, Venezia
Lettera di Wagner a Giambattista Remondini.
169Wagner informa Remondini di aver fatto una consegna al suo negozio “d’un gropeto di
ongheri n°. quindici […] per conte ed ordine di Giovan Battista figlio di Melchior da
Pieve Tesino. Perciò disponerò detto groppeto a piacere del detto Fietta”.
Bassano del Grappa, Biblioteca Civica, Epistolario Remondini, XXIV 5.6997.
Pubblicata in Cortese 2002, p. 411.
46) 1770, 11 giugno 1770, Venezia
Wagner nomina suo procuratore Giovanni Battista Fratta abitante del Tesino con facoltà
e autorità di riscuotere crediti da Mattia Glesser di Trento.
Testimoni: Pietro Rossi q. Cristoforo, Tommaso Grattoni q. Giacomo.
Venezia, Archivio di Stato, Notarile, atti Giovan Francesco Gabrieli, b. 7663, n° 53, cc.
2956v.-2957r.
47) 1773, Venezia
Al seguente quesito posto ai componenti dell’Arte dei Miniatori: “Se essendovi Forastieri
sieno Maritati e stabiliti in Venezia, oppure abbiano le loro Famiglie al Paese Nativo
portando notta del nome de Forastieri non domiciliati”, viene risposto: “Di forastieri non
vi è che il solo Sig.r Iseppo Vagner Maritato, e domiciliato con la Famiglia da 40 anni
nella Dominante”.
Venezia, Archivio di Stato, Arte dei dipintori, b. 103, c. 8.
Pubblicato in Hennessey 1990, p. 227.
48) 1775, 24 agosto, Roma
Nei registi della Calcografia Camerale si registra un pagamento a Wagner per duecento
libbre di tinta nera per uso di stampa con un cambiale tramite i Fratelli Valdambrini a
Venezia.
Roma, Archivio di Stato, Registri della Calcografia Camerale, Conti e Giustificazioni,
anno 1775, c. 76r.
49) 1776, 13 settembre, Venezia
Wagner chiede ai Riformatori dello Studio di Padova la rinnovazione del privilegio
privativo per proteggere le stampe licenziate dalla sua bottega, sottolineando il fatto che
il privilegio concesso nel 1750 non aveva avuto piena attuazione.
Venezia, Archivio di Stato, Riformatori dello Studio di Padova, b. 39, cc. 665r.-665v.
Citato in Gallo 1941, p. 174.
50) 1776, 22 settembre, Venezia
I Riformatori dello Studio di Padova esprimono parere positivo riguardo la richiesta di
Wagner per il rinnovo del privilegio privativo su ogni stampa uscita dai torchi della sua
bottega, specificando che nessuno avrebbe potuto trarre incisioni da originali pittorici già
tradotti da Wagner e i suoi collaboratori.
“Questa persona adunque che ha sommo merito, ch’è eccellente maestro di tutti gli
Incisori, introdusse in q.ta città tali carte stampate, ed incise, di nuova invenzione, e tratte
da buoni Originali di Pittura, sicché per la loro industria, delicatezza, esquisito lavoro, et
ottimo travaglio ottennero somma riputazione, e con notabile vantaggio ad allontanare
dalla Dominante il concorso delle Forastiere, et attivarono in qta Città le Commissioni ,
170e quel dinaro che prima passava a beneficio degli Esteri con quelle conseguenze assai
[…] allo Stato.
Questi vantaggi che sono reali e dal Mag.te bene conosciuti, derivano dal bene operare
del Supplicante, aplicato, et attento a migliorar sempre più le proprie manifatture, con
maggior diligenza, ed esattezza di lavoro, con ottima disposizione delle figure, di
proporzione, e di leggiadria delle parti, a differenza degli altri che quantunque pressidiati
da simili Privvileggi abusano de medesimi: non coltivando tali onorati Sentimenti, poiché
dando mano à più facili lavori, copiano le altrui carte senza il pensiero ed il merito
dell’invenzione vendendole à miglior mercato e levando con […] e malizia il credito ed
il profitto dell’Autore”.
Venezia, Archivio di Stato, Riformatori dello Studio di Padova, b. 39, cc. 667r.-667v.
Citato in Gallo 1941, p. 174.
51) 1776, 7 ottobre, Venezia
Il Senato veneziano concede a Wagner il privilegio privativo su ogni incisione stampata
dalla sua bottega, pubblicando un manifesto a stampa.
Venezia, Archivio di Stato, Riformatori dello Studio di Padova, b. 364, c. 13.
52) 1777, 7 agosto, Venezia
Wagner nomina suo procuratore un ignoto personaggio di Avignone (nel documento lo
spazio per il nome è lasciato vuoto) per riscuotere crediti dalla ditta Leblond e Figli con
sede nella città provenzale per una serie di stampe inviate in Francia tramite la ditta
Remondini.
Testimoni: Gabriele Corner, q. Bortolo, Vincenzo Pisani q. Carlo.
Venezia, Archivio di Stato, Notarile, atti Giovan Francesco Gabrieli, b. 7668, n° 17, cc.
3873v-3873r.
53) 1778, 25 febbraio, Venezia
Wagner nomina suo procuratore Giovanni Antonio Allieri di Pieve Tesino con il potere
di far rispettare i non ben definiti accordi presi tra Wagner e sottoscritti dal notaio Antonio
Vittorelli.
Testimoni: Fabio Berardi, q. Vincenzo, Gasparo Furlanetto, q. Santo.
Venezia, Archivio di Stato, Notarile, atti Giovan Francesco Gabrieli, b. 7668, n° 33, cc.
3907v-3908r.
54) 1781, 17 maggio, Venezia
Presso la casa di Wagner in merceria san Zulian viene presentato un accordo tra gli
incisori Paolo Santini q. Valentino e Domenico Colussi, nel quale stabilisce che Santini
è debitore di Colussi per una cifra pari a 10 ducati.
Mediatori: Gasparo Furlanetto, Giovanni Maria di Giuseppe Maria Pedrali.
Testimoni: Angelo Wagner q. Giuseppe, Domenico Corazza.
Venezia, Archivio di Stato, Notarile, atti Giovan Francesco Gabrieli, b. 7668, n° 9, cc.
3994v-3886r.
55) 1782, 7 febbraio, Venezia
171Wagner nomina suo procuratore Giovanni Antonio di Castel Berto di Strigno con la
facoltà di riscuotere un credito di “1175:18 moneda veneta” da Giuseppe Antonio Bio di
Pieve Tesino.
Testimoni: Gasparo Furlanetto q. Santo, Giovanni Corazza, q. Domenico.
Venezia, Archivio di Stato, Notarile, atti Giovan Francesco Gabrieli, b. 7669, n° 32, cc.
3456r-3456v.
56) 1783, 6 ottobre, Venezia
Wagner nomina suo procuratore Niccolò Cavalli con la facoltà di riscuotere crediti per
“millecinquecento novanta de piccoli veneti” dalla ditta di Gasparo Nino e Compagni di
Cadice.
Testimoni: Giovanni Corazza q. Domenico, Bartolomeo Ricci q. Filippo.
Venezia, Archivio di Stato, Notarile, atti Giovan Francesco Gabrieli, b. 7669, n° 26, cc.
4070v.-4071r.
57) 1783, 15 dicembre, Venezia
In casa di Wagner in Merceria San Zulian, viene sancita l’emancipazione di Giuseppe
Giovanni Maggiotto dal padre, il pittore Domenico Maggiotto.
Il documento si conclude con la lista dei beni ceduti da Domenico al figlio tra cui spiccano
“Due quadretti da Scabello con S. Anna e S. Luigi / due altri grandi G.B.V. con il
Bambino, e San Giuseppe col Bambino / Altro con S. Antonio, et il Bambino / Altro con
S. Giuseppe”.
Testimoni: Giuseppe Wagner q. Martin, Gasparo Furlanetto q. Santo.
Venezia, Archivio di Stato, Notarile, atti Giovan Francesco Gabrieli, b. 7669, n° 29, cc.
4072v.-4074r.
58) 1786, 24 maggio, Venezia
Testamento di Giuseppe Wagner (riprodotto integralmente in Appendice 2).
Wagner, dopo aver disposizioni circa la sua sepoltura, nomina erede universale il figlio
Angelo, decretando lo scioglimento della compagnia istituita nel 1771 con Gasparo
Furlanetto e invitando Angelo a istituirne una nuova con Fabio Berardi.
Elenca poi le parti di eredità spettanti alla moglie, alle figlie, Domenica, Teresa, Anna
Maria, ai generi, Fabio Berardi, Paolo De Vecchi, alla nuora, Angela Rubelli, al nipote,
Carlo Wagner e infine al socio, Gasparo Furlanetto.
Wagner nomina infine Giuseppe Carlo Zucchi e Pietro Passalacqua commissari ed
esecutori testamentari.
Testimoni: Domenico Corazza q. Gasparo, Corazza q. Gasparo.
Venezia, Archivio di Stato, Notarile, Testamenti, Notaio Giovan Francesco Gabrieli, b.
1135, Protocollo Num. 1, Registro 2°, cc. 149 r.- 153 r.
59) 1786, 29 giugno, Venezia
Il 29 giugno 1786, Wagner “ammalato già giorni 30 di abscesso di fegato morì oggi alle
ore 16”.
Venezia, Archivio Storico del Patriarcato, Registri dei morti, Parrocchia di San Zulian, b.
11, c. 194r.
Pubblicato in Gallo 1941, p. 173.
17260) 1786, 6 agosto, Venezia
Angelo Wagner nomina suo procuratore Pietro Ganghellini di Strigno con facoltà e
autorità di riscuotere crediti per un totale di “mille quarantotto soldi dieci di piccioli
veneti” dalla ditta di Giovanni del Negro di Bieno.
Testimoni: Gasparo Furlanetto q. Santo, Carlo Recaldini q. Giuseppe.
Venezia, Archivio di Stato, Notarile, atti Giovan Francesco Gabrieli, b. 7669, n° 17, cc.
4110v.-4111r.
61) 1787, 11 agosto, Venezia
Angelo Wagner annuncia sulle pagine delle Notizie del Mondo (n° 64) la messa in vendita
presso il suo negozio di San Zulian di un ingente quantitativo di “Stampe Inglesi” incise
da Francesco Bartolozzi. Le stampe arrivarono a Venezia tramite il figlio di Francesco,
Gaetano.
62) 1790, 29 luglio, Venezia
Angelo Wagner nomina suo procuratore Antonio Rizza con facoltà e autorità di riscuotere
crediti dalle ditte di Gasparo Nino e Luigi Formani di Cadice.
Testimoni: Pietro Passalcqua q. Giovanni Battista, Carlo Gabrieli.
Venezia, Archivio di Stato, Notarile, atti Giovan Francesco Gabrieli, b. 7669, n° 8, cc.
4156v.-4157r.
63) 1790, 29 luglio, Venezia
Angelo Wagner nomina suo procuratore Camillo Cassina con facoltà e autorità di
riscuotere crediti dalla ditta di Camillo Cassina a Madrid.
Testimoni: Pietro Passalcqua q. Giovanni Battista, Carlo Gabrieli.
Venezia, Archivio di Stato, Notarile, atti Giovan Francesco Gabrieli, b. 7669, n° 7, cc.
4158r-4158v.
64) 1790, 7 settembre, Venezia
Angelo Wagner nomina suo procuratore Giuseppe Bacchetti di Bologna con facoltà e
autorità di riscuotere crediti dalla ditta di Antonio Cattani e Antonio Nerozzi di Bologna.
Testimoni: Giovanni Badina q. Antonio, Marco Carlo Menezzi q. Antonio.
Venezia, Archivio di Stato, Notarile, atti Giovan Francesco Gabrieli, b. 7669, n° 15, cc.
4164r-4164v.
65) 1790, Venezia
Angelo Wagner risulta iscritto all’Arte dei Miniatori, pagando lire 20 di tansa e lire 12 di
taglion.
Venezia, Archivio di Stato, Milizia da Mar, b. 630.
66) 1792, 2 gennaio, Venezia
Angelo Wagner stila l’“Invintario di tutti li mobili, et effetti ori agiunti, Contanti, Carte
et altro” presenti nell’abitazione e nella bottega del cugino Carlo Wagner, in contrada
Santi Apostolo, dopo la morte di questi. Tra i beni si Carlo Wagner si annoverano: “Cassa
con diversi legni per uso del negozio”, “Tavole di noghera” di diverse misure, “Tavole
d’Albero per li dissegni della professione”, “Pezzi d’Albero, che servir devono, dissero,
per le Spalliere in Chiesa di San Polo in questa Città”, “Mazzi […] di Nogara, devono
173servire, dissero, per il Teatro novo di S. Fantin”, “Tavole di Albero di diversa qualità”,
“Un libro intitolato Libro de’ Conti in Compagni con Tommaso Gleber (Glesser), e Carlo
Wagner”, “Una Cassetta piccola con Composti da dissegnar”.
Testimoni: Giuseppe Carlo Zucchi q. Francesco, Pietro Passalacqua q. Giovanni Battista.
Venezia, Archivio di Stato, Notarile, atti Giovan Francesco Gabrieli, b. 7669, n° 12, cc.
4187r.-4191v.
67) 1792, 10 ottobre, Venezia
Lettera di Angelo Wagner a Valentino Novelletto.
Angelo Wagner scrive a Valentino Novelletto di Bassano del Grappa di essersi impegnato
“per farvi rendere servito del Modelino exeguito dal Amico mio Majotto qual senza […]
prontamente lo à exeguito, come per mezzo dello stesso Menegeto vè né fo l’invio, è lo
preso di Agradimento […] di tutta questa societtà come mi viene descritto egli […] per il
vero il professor non usa in antecipazione farne il modelo senza aver […] la manifattura
del Oppera […] à condisceso in Amicizia restando certo, che il detto modelo non abbia
andar fuori di sue mani per fino dell’esecuzione chè stabilivano con il più e meno di
agiunte sempre confacenti al desiderio di Codesti Sig.ri…”
Bassano del Grappa, Biblioteca Civica, Epistolario Remondini, XXIV.4 n° 6983.
68) 1792, 23 ottobre, Venezia
Lettera di Angelo Wagner a Valentino Novelletto.
Angelo, dopo aver espresso il suo compiacimento per l’apprezzamento del modello da
parte del committente, scrive a Novelletto che Maggiotto lo ha pregato di dirgli “che il
soggetto essendo composto di tre intiere figure principali e della Gloria Puttini e Campo
la sua più ristretta dimanda è di quaranta Zecchini, perché possa farne un opera ben ben
condotta, […] e degna di lui e dei Soggetti che la comettono, se poi li […] le farebbe
qualche ribasso; la sua prima dimanda era di Zecchini Cinquanta, la mia […] e
rappresentanze la hanno ridotta ai quaranta e quando potessi giungere di addossarlo della
spesa della Tela, sarebbe quel tutto che potrei sperare ancora di vantaggiarle. Riflettino
codesti Signori che il nome del Signor Maggiotto in oggi è rispettabile e che le opere
studiate importano agli artisti assai più tempo e fattica”.
Bassano del Grappa, Biblioteca Civica, Epistolario Remondini, XXIV.4 n° 6984.
69) 1793, 15 gennaio, Venezia
Lettera di Angelo Wagner a Valentino Novelletto.
Angelo informa Novelletto di aver riconsegnato il modello a Maggiotto “unitamente la
Carta della precisa misura di detta pittura, colle avertenze che per cambiamento del
circolo nel quadrato alla sommità sono accennate”, e gli scrive che la pala sarà pronta il
più presto possibile, entro il mese di giugno, “senza pregiudicio dell’Opera, nel lavoro
della quale è assai delicato il Sig. Maggiotto del proprio suo onore per fare una Pitura
degna di lui del riputatissimo suo nome”. Conclude la lettera dicendo che non ha il
coraggio di chiedere il modello in regalo per il religioso che lo aveva richiesto “perché
ancora so che deficilmente delle sue invenzioni se ne priva, delle quali adorna il suo studio
per amaestramento ancora dei suoi alievi”.
Bassano del Grappa, Biblioteca Civica, Epistolario Remondini, XXIV.4 n° 6985.
70) 1793, 23 maggio, Venezia
174Lettera di Angelo Wagner a Valentino Novelletto.
Angelo informa Novelletto che l’opera è quasi pronta e che verrà consegnata entro i
termini stabiliti.
Bassano del Grappa, Biblioteca Civica, Epistolario Remondini, XXIV.4 n° 6986.
71) 1793, 28 maggio, Venezia
Lettera di Angelo Wagner a Valentino Novelletto.
Angelo scrive a Novelletto di aver ricevuto da Domenico Righetti “N° 44 talari per l’a
metà à pagamento della dipinta Pala di S. Teresa dipinta da Cotesto Sig.r Maiotto la qual
vi sarà spedita là setimana ventura”.
Bassano del Grappa, Biblioteca Civica, Epistolario Remondini, XXIV.4 n° 6987.
72) 1793, 8 giugno, Venezia
Lettera di Angelo Wagner a Valentino Novelletto.
Wagner informa Novelletto di aver consegnato a Domenico Righetti la cassetta con al
suo interno il dipinto, assieme alla “ricevuta del Pagamento fatto al Sig.r Majotto degli
Zechini 20 mettà di suo Accordo come siete inteso”.
Bassano del Grappa, Biblioteca Civica, Epistolario Remondini, XXIV.4 n° 6988.
73) 1797, Venezia
In un elenco compilato per l’esazione della “Tansa dei Miniadori Colonnello dei
Depintori per l’anno 1797”, figura in nome di Angelo Wagner che doveva pagare 24 lire
di tassa.
Venezia, Archivio di Stato, Milizia da Mar, b. 656.
Pubblicato in Gallo 1941, p. 201.i
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